anno 94 - n° 44 - In alto gli occhi
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Alla straordinaria crescita territoriale e commerciale della Cantina sociale di Soave hanno contribuito negli ultimi 40 anni quattro enologi diplomati all’Istituto agrario di S. Michele all’Adige

Parlano trentino i vini di Soave

Le cose da raccontare dopo una visita in comitiva alla cantina sociale di Soave compiuta il 26 ottobre 2019 sono molte e di rilievo. Per questo abbiamo deciso di suddividere il resoconto in tre parti: la descrizione del nuovo quartiere generale inaugurato il 20 settembre 2019; la progressiva crescita territoriale e commerciale della cantina negli ultimi 40 anni; l’apporto dato da 4 enologi diplomati all’Istituto agrario di S. Michele all’Adige nella veste di direttore tecnico o di direttore commerciale .

Parole chiave: agricoltura (2161), vino (173), viticoltura (154), Istituto agrario (23)
I vigneti di Soave

I vigneti di Soave

Le cose da raccontare dopo una visita in comitiva alla cantina sociale di Soave compiuta il 26 ottobre 2019 sono molte e di rilievo. Per questo abbiamo deciso di suddividere il resoconto in tre parti: la descrizione del nuovo quartiere generale inaugurato il 20 settembre 2019; la progressiva crescita territoriale e commerciale della cantina negli ultimi 40 anni; l’apporto dato da 4 enologi diplomati all’Istituto agrario di S. Michele all’Adige nella veste di direttore tecnico o di direttore commerciale.

Il nuovo quartiere generale. Sorge nella stessa area sulla quale insisteva un centro di  pigiatura realizzato nel 1962. E’ costato 90 milioni di euro ed ha richiesto quasi tre anni di lavoro. La capacità produttiva ha un potenziale di 80 milioni di bottiglie all’anno. La struttura si estende su oltre 11 ettari, 4,5 dei quali coperti. L’ampliamento dell’area di vinificazione e stoccaggio ha portato la capacità totale a 1, 6 milioni di ettolitri, con l’automazione completa delle fasi di stabilizzazione tartarica, proteica e biologica.

Le due linee di imbottigliamento ad elevato grado di automazione (28 mila bottiglie/ora) di vino fermo, frizzante e spumante) sono  alimentate da 88 serbatoi di vino fermo e 33 autoclavi per vini frizzanti e spumanti sistemati su una superficie di 4 mila metri quadrati per un totale di 125 mila ettolitri. Il magazzino ha una capacità di 17 mila posti pallet per lo stoccaggio di 8 milioni di bottiglie. Gli uffici insistono su circa 1.200 metri quadrati.

La storia. Parte nel 1898  la storia della cantina di Soave per espandersi in cinque Valli dell’Est veronese  e diventare protagonista delle denominazioni: Soave, Valpolicella, Lessini Durello e Garda.

Nel volume “Cantina di Soave, la Cooperativa si fa impresa” pubblicato in occasione dei primi 120 anni di storia (2018) si trova la sequenza in linea ascendente delle tappe e degli eventi che hanno segnato la progressiva crescita della cooperativa sul territorio. Dal 1996 al 2008 in momenti diversi la cantina ha incorporato altre cantine sociali che nei rispettivi territori raccolgono e vinificano uve appartenenti a diverse denominazioni singolarmente dotate di  requisiti esclusivi della zona di riferimento. Oggi la cantina conta circa 2.300 soci e raccoglie l’uva prodotta in 6.500 ettari di vigneto. La produzione totale è di circa 1,2 milioni di quintali.

Il ventaglio dei vini proposti è ampio e diversificato. Si va dai vini di tutti i giorni ai grandi vini destinati a ristoranti, enoteche e winebar prestigiosi sia in Italia che nel resto del mondo.

Gli ex allievi enologi di S. Michele. Il primo a varcare la soglia della cantina  con la qualifica di impiegato tecnico con funzioni di aiuto enologo ed in seguito di direttore tecnico è stato Paolo Menapace. Era il 1961. Ha prestato servizio nella duplice veste sino al 1998. La cantina lavorava 185 mila quintali di uva. All’attività d enologo abbinava quella di consulente di campagna a servizio dei viticoltori soci. Ha collaborato per diversi anni con Franco Roncador. Rocador è stato assunto nel 1981 con la qualifica di direttore generale. In precedenza aveva lavorato per la Cantina Girelli di Trento. A lui va riconosciuto il merito di avere impresso una svolta epocale alla strategia della cantina passando con gradualità dal lavoro svolto con damigiane, fusti e cisternette all’imbottigliamento di una parte progressivamente crescente del vino prodotto. Aprendo la strada verso mercati sempre più ampi. Merita plauso la laurea in scienze agrarie conseguita all’Università di Bologna da studente-lavoratore mentre prestava servizio alla Girelli. Era il 1973 e non potendo frequentare i corsi universitari si faceva prestare appunti e dispense da un collega enologo che viveva stabilmente a Bologna e frequentava le lezioni. Era Gianantonio Pombeni che avrebbe assunto la direzione della cantina Toblino di Sarche.

Roncador non fa mistero sulle difficoltà incontrate e l’opposizione da parte dei presidenti contro il cambiamento di rotta. Roncador ha lasciato la direzione nel 2002. Gli fa onore la dichiarazione che abbiamo raccolto dalla sua viva voce: “Un direttore deve capire quando la sua attività deve cessare”.

Bruno Trentini entra a far parte della cantina di Soave nel 1992 con il ruolo di vice direttore generale. Nel 2002 assume la funzione di direttore generale. Diplomato nel 1976 viene assunto l‘anno dopo dall’azienda spumantistica Cesarini Sforza in qualità di direttore tecnico. Durante gli anni alla Cesarini Sforza partecipa alla nascita e sviluppo dell’azienda elaborando un metodo esclusivo di spumantizzazione in cuvée close basato sulla rifermentazione scalare di più ceppi di lievito. A Bruno Trentini va riconosciuto il merito di avere raccolto l’eredità di idee e decisioni prese da Franco Roncador e di averle portate molto in alto. In termini di qualità, spazi commerciali e reddito assicurato ai viticoltori associati. Andrà in pensione il 31 dicembre prossimo. Sta per scadere il termine di fine servizio anche per Filippo Pedron fatto assumere da Roncador nel 1996.  Ha svolto funzioni di direttore tecnico della cantina. A succedere a Bruno Trentini sarà l’enologo altoatesino Wolfgang Reifer che ha conseguito il diploma di laurea in Germania.

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