anno 94 - n° 44 - In alto gli occhi
stampa

Visti per voi - Il collegio, Raidue

Quando i collegiali non avevano i social

Prendete venti ragazze e ragazzi tra i 13 e i 17 anni, togliete loro cellulari, trucchi e merendine, rivestiteli con un'uniforme e rinchiudeteli per quattro settimane in un collegio sfidandoli a conseguire la licenza media di un tempo che fu. Partito due anni fa, Il collegio si è ritagliato una nicchia nel decadente mondo dei reality.

Parole chiave: confronto tra generazioni (1), Scuola (2312), educazione (564), adolescenza (26)

Un tuffo nel passato, negli anni Ottanta, quello “costruito” nella nuova serie del reality show Il Collegio. Pregi e limiti di un confronto generazionale

Prendete venti ragazze e ragazzi tra i 13 e i 17 anni, togliete loro cellulari, trucchi e merendine, rivestiteli con un'uniforme e rinchiudeteli per quattro settimane in un collegio sfidandoli a conseguire la licenza media di un tempo che fu. Partito due anni fa ambientato nel 1960, Il collegio si è ritagliato una nicchia nel decadente mondo dei reality mettendo a confronto due generazioni lontane in modo originale e accattivante.

Dopo la seconda serie, dedicata al 1961, il programma è saltato al rivoluzionario 1968 e da martedì 22 ottobre RaiDue propone i nuovi episodi, che hanno come riferimento il 1982. Da segnalare poi che la trasmissione ha un’appendice sulla piattaforma digitale Rai (Il Collegio Off), recentemente lanciata da Fiorello con le puntate di W Raiplay.

Edizione dopo edizione sono andate definendosi le costanti della sceneggiatura: il test di ingresso a sorpresa, il taglio dei capelli per adeguare la capigliatura alla disciplina della scuola, le levatacce mattutine e le marachelle notturne dei collegiali, la sospirata gita fuori porta, gli esami finali. Altra presenza fissa, la voce narrante fuori campo, con Giancarlo Magalli sostituito nell'ultima serie da Simona Ventura.

Nonostante il copione ripetitivo, gli ascolti si sono mantenuti costanti e anzi in aumento, sottolineando la capacità del format di attirare l'attenzione non solo di giovani e giovanissimi, che alimentano la fortuna del programma prolungando la puntata con i commenti sui social.

Contribuiscono a rendere coinvolgente la visione l'attenta scelta del cast, che porta a simpatizzare per i protagonisti, le ottime interpretazioni del preside, dei sorveglianti e dei professori, nella parte di se stessi essendo insegnanti anche nella vita reale, la struttura della puntata che si snoda tra le riprese delle giornate nel collegio, flash storici supportati da filmati delle teche Rai e brevi interventi diretti dei collegiali.

Accanto ad una preparazione scolastica che regge con difficoltà il confronto con quella del passato, dal racconto emergono tutte le luci e le ombre dell'adolescenza, tra ribellioni sfacciate, emozioni difficili da contenere, la forza del gruppo e un bisogno di figure di riferimento soddisfatto da adulti che, all'ombra delle mura del collegio, sanno coniugare l'intransigenza richiesta dal ruolo con la capacità di ascoltare e di far emergere le doti di ciascun alunno.

Immagine1

Immagine1

Tolta l'apparenza di un abbigliamento moderno e la distrazione di una tecnologia assorbente, i collegiali tornano ad essere semplicemente dei ragazzini e appaiono più simili a chi li ha preceduti, forse più fragili in un mondo che offre più libertà ma spesso toglie certezze.

Quando i collegiali non avevano i social
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento