anno 94 - n° 47 - Greccio insegna
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Folgaria – Un interessante progetto del Gruppo Giovani

Nel territorio le radici del futuro

“I giovani devono buttarsi e credere nei propri sogni con la consapevolezza che il segreto della realizzazione di sé è composto da vari ingredienti: libertà, autonomia, creatività, flessibilità, passione, ma anche fatica e sacrificio”. Con queste parole, lo studioso Marco Romano ha arato negli animi dei giovani presenti all’incontro “Giovani in montagna: viverci bene” svoltosi lo scorso 23 novembre a San Sebastiano di Folgaria.

Parole chiave: Territorio (20564), giovani (2222), montagna (1291), Folgaria (83), San Sebastiano (10)

“I giovani devono buttarsi e credere nei propri sogni con la consapevolezza che il segreto della realizzazione di sé è composto da vari ingredienti: libertà, autonomia, creatività, flessibilità, passione, ma anche fatica e sacrificio”. Con queste parole, lo studioso Marco Romano ha arato negli animi dei giovani presenti all’incontro “Giovani in montagna: viverci bene” svoltosi lo scorso 23 novembre a San Sebastiano di Folgaria.

L’incontro è stato promosso nell’ambito del progetto “Sguardo al Passato: tradizioni della nostra gente e della nostra terra”, ideato dal Gruppo Giovani locale e finanziato nell’ambito di “#bandogenerazioni2019” di Piattaforma delle Resistenze Contemporanee.

Siamo nell’Oltresommo di Folgaria e ci guardiamo attorno, cosa vediamo? San Sebastiano, Carbonare, Nosellari e le tante altre frazioni, dove le persone spesso abitano in case isolate e rare sono le occasioni di incontro. E i giovani? Credono in un futuro tra queste montagne? Conoscono il passato e la cultura del territorio? Le risorse naturali presenti?

Da questi pensieri, da queste domande nasce “Sguardo al passato”, volto ad accompagnare i giovani in un percorso di conoscenza e valorizzazione delle tradizioni agricole, culturali e sociali di montagna.

Durante l’autunno si sono svolti tre laboratori dedicati alla scoperta dell’artigianato e dell’agricoltura: il primo a Nosellari il 13 ottobre, nell’ambito del Festival dell’Agricoltura, con la raccolta dei porri direttamente dall’orto e il laboratorio di creazione di un “porro artistico” con Tamara Osele; il secondo a Carbonare il 19 ottobre con Paolo Tezzele, che ha aiutato i bambini a costruire un rastrello usando l’antica tecnica dei Müestar, gli artigiani di Carbonare produttori di attrezzi da lavoro e oggetti d’uso casalingo e alpestre.

Il 10 novembre la famiglia Incani del Maso Guez ha infine accompagnato i giovanissimi in un viaggio nel mondo del formaggio di capra, riproducendo fase dopo fase la lavorazione, dal latte al prodotto finito: formaggio unico, antico, vitale. Il 23 novembre Marco Romano ha infine presentato la sua ricerca “Stare in montagna. I giovani” realizzato con Accademia della Montagna del Trentino nel 2017.

Un bisogno fondamentale che il Gruppo Giovani ha rilevato è la necessità di contrastare lo spopolamento e la fuga dei giovani dalla montagna, attraverso azioni tese a sostenere la conoscenza del territorio e delle sue tradizioni e promuovere una coscienza più matura nei confronti dell’ambiente e della comunità. La trasmissione di competenze tra giovani, adulti e anziani è fondamentale per creare una base, uno “zoccolo duro d’identità”. I giovani devono viaggiare, formarsi altrove, ma devono avere radici forti e solo attraverso la trasmissione della cultura, di generazione e generazione, possono dire “è qui il mio posto, è qui la mia vita, è qui che voglio stare e investire le mie competenze e le mie capacità”.

“Sguardo al passato” ha voluto dimostrare che la montagna può essere ancora luogo di opportunità concrete, attraverso momenti di incontro e di lavoro tra persone di età differente, per maturare insieme uno sguardo più consapevole non solo verso il passato, ma anche verso il futuro che le comunità montane sono chiamate a costruire con convinzione e costanza, per e con le giovani generazioni: seme, speranza e essenza dell’avvenire.

Nel territorio le radici del futuro
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