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L’evento

Domande nella notte al santuario di San Romedio

Le riflessioni nel cammino a piedi fino a San Romedio sono state ispirate quest’anno dal Sinodo dei giovani ma erano rivolte anche a non praticanti e non credenti

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Le riflessioni nel cammino a piedi fino a San Romedio sono state ispirate quest’anno dal Sinodo dei giovani ma erano rivolte anche a non praticanti e non credenti

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Sanzeno, 14 gennaio 2020 – Centinaia di luci ondeggiano nella notte tra Sanzeno e San Romedio. “E’ un’iniziativa degli ultimi dieci anni con i quali noi frati del santuario apriamo la festa di San Romedio già nella sera della vigilia. La partecipazione è cresciuta in maniera esponenziale: da poco più di un centinaio di persone fino a più di 1500 l’anno scorso”, spiega padre Giorgio Silvestri, priore del santuario e parroco di Sanzeno, che in questi ultimi anni è riuscito a far lievitare le presenze annue l santuario, da 35 mila a 200 mila. E sottolinea fra i motivi che spiegano la grande adesione alla fiaccolata notturna soprattutto il “camminare”: “una modalità oggi molto diffusa e apprezzata – aggiunge - che è la caratteristica da sempre di chi viene in pellegrinaggio in questo santuario, sulla traccia degli antichi pellegrini”.

La temperatura di meno 2- 3 gradi sotto zero non ha spaventato i camminatori, che si spingono verso il santuario con qualsiasi condizione di tempo. Il clima però ha obbligato a fare delle meditazioni brevi durante il percorso (era disponibile anche un testo scritto, da portare a casa) per evitare ai pellegrini troppo disagio per il freddo.

E’ un cammino anche di meditazione, guidato da alcuni spunti, ispirati quest’anno dalla riflessione del Sinodo dei Giovani: brevi letture rivolte a giovani e adulti. La prima parte è stata guidata dal rettore padre Giorgio, la seconda da un giovane filosofo di Imola, Gianmaria Beccari, autore dell’iniziativa chiamata “passeggiate filosofiche”: brevi commenti seguiti da una domanda che interpellava il camminatore fino alla tappa successiva.

La processione non è di quelle tradizionali. Gli spunti cercano piuttosto di favorire l’introspezione. Per questo il “Cammino” è adatto e risulta gradito a chiunque: da credenti praticanti e non praticanti ma anche da non credenti, che partecipano numerosi, attratti dal fascino della pace che comunica il luogo meraviglioso immerso tra il bosco e le pareti di roccia.

La festa del giorno dopo è frequentate prevalentemente da fedeli nonesi, con l’appuntamento delle Messe mattutine e l’immancabile piatto del pellegrino a base di trippe. Al cammino nella notte partecipano persone provenienti anche da molto lontano: dalla provincia di Verona, Rovigo, Brescia o dall’Alto Adige, Merano, Bressanone e altre. Alcuni pernottano negli agritur della zona. Altri lodevolmente e nonostante impegni di lavoro, si fanno carico del viaggio in auto.

Il santuario, illuminato da centinaia di candele, appare sulla rupe ancora luogo ancora più suggestivo. Si rinnova poi un’altra sorpresa: l’accoglienza musicale sulle scale del santuario affidata alla chitarra e al canto di Gabriele Mongardi, giovane cantautore di Imola che quest’anno ha composto per l’occasione una canzone ispirata al rapporto tra padri e figli dal titolo “Vita”.

Domande nella notte al santuario di San Romedio
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