anno 95 - n° 06 - Amici oltre il virus
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In Trentino nessun caso di persona infetta. La reazione della comunità cinese

Coronavirus, niente panico

In Trentino non si registra fino a questo momento alcun caso di persona infettata da Coronavirus. Nessuna persona presenta sintomi riconducibili all'epidemia per la quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'emergenza mondiale. La reazione della comunità cinese.

Parole chiave: Coronavirus (8), Hao Wu (1), Cina (94), psicosi (2), immigrazione (550)

In Trentino non si registra fino a questo momento alcun caso di persona infettata da Coronavirus. Nessuna persona presenta sintomi riconducibili all'epidemia per la quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'emergenza mondiale e che ha fatto registrare finora in Cina 24.367 casi e 492 morti, tutti nella provincia dell'Hubei, dove, nella città di Wuhan, è stato accertato il paziente zero.

Passeggeri in transito all'aeroporto di Shangai - foto Veronica Campidelli

Presso l'ex Hotel Panorama a Sardagna, sopra Trento, sono ospitate sei persone che hanno scelto volontariamente di trascorrere in isolamento il periodo di quarantena richiesto (14 giorni): quattro tra studenti universitari e ricercatori cinesi, e una coppia padre-figlio, tutti rientrati nei giorni scorsi in Trentino (un'altra persona trascorre invece l'isolamento volontario in un'abitazione privata). A far loro visita il direttore dell'Azienda sanitaria, Paolo Bordon, accompagnato dal direttore del Dipartimento di prevenzione, Antonio Ferro: un incontro senza particolari protezioni (nessuna mascherina sul volto, per capirci), per mostrare vicinanza in questa situazione particolare. Sono in totale una ventina le persone che, pur asintomatiche, sono tenute sotto osservazione dall'Azienda sanitaria provinciale, secondo un protocollo “precauzionale e preventivo”, spiega l'assessora provinciale alla salute, Stefania Segnana, che segue le indicazioni del Ministero della salute. “Siamo impegnati a dare la massima informazione con il fine di evitare che si generino eccessive preoccupazioni o panico”.

Ha fatto discutere la richiesta, sottoscritta anche dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (ma non dall'omologo altoatesino Arno Kompatscher), dei “governatori” leghisti delle Regioni del Nord Italia (Friuli – Venezia Giulia, Veneto e Lombardia) di escludere da scuola i bambini rientrati dalla Cina, che ha “costretto” il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a intervenire per ribadire che la situazione è sotto controllo e di fidarsi delle autorità sanitarie, mentre l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha sottolineato che le misure adottate rispetto al rischio legato al Coronavirus “tutelano la salute dei bambini e della popolazione”. La Provincia di Trento ha inviato una circolare alle scuole con le indicazioni per evitare la diffusione del virus. Quello alla quarantena è solo un invito, si sottolinea. Ma tanto è bastato alle opposizioni in Consiglio provinciale, impegnato in questi giorni nei lavori d'Aula, per mettere alle strette Fugatti per una richiesta – l'invito a isolare i bambini rientrati dalla Cina – che, hanno detto, rischia di rinvigorire l'allarmismo e fomentare reazioni di odio nei confronti della comunità cinese.

I mediatori culturali volontari: il primo a destra è Hao Wu

Proprio alla comunità cinese si rivolge l'iniziativa della Provincia e dell'Azienda sanitaria di realizzare vademecum su igiene e profilassi, che saranno tradotti in cinese grazie alla collaborazione dell'Associazione Cinese Trentino, e l'istituzione di un numero telefonico dove ottenere in lingua cinese tutte le informazioni utili a prevenire il contagio: basterà digitare il numero 331.6299111 (per il resto della comunità trentina invece è a disposizione il numero telefonico 1500 del Ministero della salute). “Ci siamo messi volentieri a disposizione”, spiega il presidente dell'associazione, Hao Wu. Informazioni precise e corrette per evitare manifestazioni di panico, respingendo le voci incontrollate che creano solo allarmismo e psicosi. Sono circa 1200 i cinesi che fanno riferimento all'Associazione Cinese Trentino per i più vari motivi - di lavoro piuttosto che di studio o anche solo per turismo – e a loro fornirà tutte le informazioni utili il gruppo di mediatori culturali volontari adeguatamente formati. “L'invito che rivolgiamo ai cittadini cinesi rientrati in Italia in questi giorni è di rispettare il periodo di quarantena di 14 giorni indicato dal Ministero della salute, come fatto dagli studenti ospitati all'ex Panorama che si sono dimostrati molto collaborativi. Ciò importante sia per noi sia per la comunità trentina”. Hao Wu sottolinea che la maggior parte dei cittadini cinesi in Trentino proviene dalla regione sud-est della Cina, distante più di mille chilometri da dove si è manifestato il primo focolaio del virus. “Nella regione dove vivono i miei parenti il governo ha già provveduto a diramare indicazioni per prevenire il contagio. La preoccupazione c'è, è umano. Come è normale che anche qui da noi questo enorme flusso di notizie sul Coronavirus possa creare ansia e preoccupazione”. Le conseguenze le pagano in particolare le attività economiche gestite dalla comunità cinese. “Il calo è diventato più evidente in quest'ultima settimana, in particolare per il settore della ristorazione”, rimarca Hao Wu. Quanto a manifestazioni di aperta ostilità nei confronti della comunità cinese, Hao Wu non ne ha testimonianza diretta, ma all'associazione è stato segnalato qualche episodio “spiacevole”. “Confido – conclude – che l'atteggiamento responsabile di chi, rientrato dalla Cina in Trentino, sceglie volontariamente l'isolamento fiduciario possa contribuire a rasserenare gli animi”.

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