anno 95 - n° 08 - Il grazie degli ebrei
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Prende forma concreta il lascito di Antonio Megalizzi

Antonio Megalizzi, una passione che diventa eredità

Grande partecipazione per l'inaugurazione della Fondazione Antonio Megalizzi, nel segno dell'Europa e delle idee del giovane giornalista.

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L'intervento del presidente del Parlamento europeo Sassoli all'inaugurazione della Fondazione Megalizzi: “In Antonio il simbolo dell’Europa che vogliamo, forte, autorevole e giusta”

Costituita lo scorso dicembre, ad un anno esatto dal tragico attentato di Strasburgo in cui Antonio Megalizzi venne ferito mortalmente, la Fondazione intitolata al giovane giornalista di Europhonica è stata inaugurata ufficialmente nella mattinata di venerdì 14 febbraio, con una cerimonia presso la sala Depero del Palazzo della Provincia di Trento.

Tante le cariche istituzionali presenti, dal sindaco di Trento Andreatta al governatore Fugatti, fino all'ex presidente del Parlamento europeo Tajani e al presidente in carica David Sassoli. Due figure chiave per comprendere la funzione strategica della Fondazione presieduta dalla fidanzata di Antonio Luana Moresco, che si propone di lavorare per portare avanti il pensiero di Megalizzi, in primo luogo la sua passione nei confronti dell'Europa, che giorno dopo giorno raccontava attraverso il mezzo radiofonico.

E così se Tajani si è emozionato ricordando Antonio e la sua voglia di esprimere i “valori positivi di un’Europa che non cancellasse l’Italia e l’integrazione tra i popoli”, idee che hanno fatto sì che a vincere, a posteriori, sia stato Antonio, la vittima, sul carnefice, il terrorista; Sassoli si è soffermato sul ruolo del Parlamento europeo e sul futuro dell'Unione stessa. “Cosa sarebbe oggi l’Europa senza l’Unione europea? Una domanda che anche Antonio si poneva e in lui oggi possiamo vedere il simbolo dell’Europa che vogliamo, un’Europa forte, autorevole, che crede nella giustizia”, ha esordito Sassoli, che ha visto nel sacrificio del giovane cronista “un seme d'amore, che ci permette di guardare con speranza al futuro. Questa Fondazione è un atto di amore verso tutti, il nome di Antonio sarà punto di riferimento per tante persone”.

Nell'intervento del presidente Sassoli c'è spazio anche per alcune riflessioni concrete sulle sfide che oggi l'Europa si trova ad affrontare per mantenere salva la propria unità: “Ad un sano patriottismo non si sovrapponga un nazionalismo che farebbe male a tutti noi”, e un elogio ad un giornalismo sano che sappia avvicinare l'Europa ai cittadini: “C’è bisogno di una buona informazione. Antonio contrastava la falsità delle fake news e il senso dell’informazione non è quello di essere omologata ma deve avere un obiettivo per la nostra vita e per il nostro futuro”.

La passione che Antonio Megalizzi metteva nella sua attività di cronista, così come nello studio e nei tanti interessi che era capace di coltivare, è stata al centro anche dell'incontro del giorno prima, giovedì 13, a palazzo Geremia. Lo spunto era la presentazione del libro di Paolo Borrometi “Il Sogno di Antonio”, ma lo svolgimento è andato ben oltre le 192 pagine del volume, per ripercorrere attraverso il racconto di chi lo ha conosciuto alcuni tratti del giovane giornalista. Belle e genuine le parole di Ilaria Garampi, sua compagna di studi, e della sua docente Luisa Antoniolli, mentre il presidente della FNSI Giuseppe Giulietti ha ricordato con vigore quel filo ideale che collega Antonio ai tanti altri studenti italiani a loro malgrado protagonisti di episodi di cronaca, divenuti simboli di una generazione che non vuole arrendersi ad un mondo di divisioni e conflitti: da Giulio Regeni a Valeria Soresin, da Silvia Romano a Patrick George Zaky, il ricercatore dell'Università di Bologna recentemente arrestato in Egitto.

Tanti le immagini, tanti i ricordi, ma soprattutto i significati di questi due giorni: dall'inaugurazione della stele dedicata al ricordo di Antonio nel cortile del Dipartimento di Economia dell'Università di Trento alla cerimonia ufficiale della mattina dopo, la Fondazione Megalizzi nasce all'insegna di una partecipazione straordinaria sia da parte delle istituzioni di ogni ordine e grado che di una cittadinanza attenta e attiva, accorsa numerosa per onorare la memoria di Antonio e raccogliere orgogliosa la sua eredità intellettuale.

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