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Venerdì 21 alla Casa della Sat il ricordo di Fabio Osti a dieci anni dalla morte

Fabio Osti, l'amico degli orsi: la Sat lo ricorda a dieci anni dalla morte

Sono passati dieci anni dalla scomparsa a 61 anni a Spormaggiore di Fabio Osti, uno dei massimi esperti della popolazione di orsi del Trentino dal 1972 fino al 1999, anno in cui venne approvato il progetto di ripopolamento noto come Life Ursus.

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Fabio Osti  (foto tratta dal  suo libro “L'orso bruno, per quanto tempo ancora in Trentino”)

Fabio Osti (foto tratta dal suo libro “L'orso bruno, per quanto tempo ancora in Trentino”)

Sono passati dieci anni dalla scomparsa a 61 anni a Spormaggiore di Fabio Osti, uno dei massimi esperti della popolazione di orsi del Trentino dal 1972 fino al 1999, anno in cui venne approvato il progetto di ripopolamento noto come Life Ursus. Insignito di numerosi riconoscimenti per il rigore scientifico e la ricchezza iconografica delle sue pubblicazioni, Osti fu un naturalista appassionato. Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, Fabio Osti era di fatto l’unico funzionario provinciale ad occuparsi dell’ultima popolazione di orso bruno autoctono, su incarico del Servizio Parchi e Foreste Demaniali della Provincia Autonoma di Trento.

A ricordarne la figura, venerdì 21 febbraio alle 20.30 allo Spazio Alpino Sat in via Manci, 57 a Trento saranno Paolo Pedrini, conservatore responsabile nella Zoologia dei vertebrati presso il Muse, e Claudio Groff, responsabile del settore grandi Carnivori presso il Servizio Foreste della Provincia. Massimo Vettorazzi, della Commissione Tutela Ambiente Montano (Tam) della Sat leggerà alcuni brani del libro di Matteo Zeni “In nome dell’orso”. Sarà in sala anche il regista Josef Schwellensattl, che proietterà il suo film Die letzen Baren in den Alpen.

Die letzen Baren in den Alpen.

Nato a Spormaggiore, aveva trascorso l'infanzia e l'adolescenza in Argentina, dove si era trasferita la sua famiglia. Al rientro in Italia, dopo gli studi all'Istituto di San Michele all'Adige, si era dedicato con grande passione allo studio e all'indagine naturalistica dell'orso bruno delle Alpi, raccogliendo - con il sostegno anche di un gruppetto di volontari appassionati, il “Gruppo orso” - il testimone di pionieri della protezione e della ricerca sull’orso in Trentino come Francesco Borzaga e Graziano Daldoss, attivi già dalla fine degli anni Sessanta nell’ambito della neocostituita sezione Trentina del WWF. Fu Osti, nel 1976, assieme al ricercatore svizzero Hans Roth, a mettere per la prima volta un radiocollare ad un orso in Europa e negli anni Ottanta contribuì a realizzare con l'IRST (oggi FBK) una stazione di monitoraggio e di pesa degli orsi da remoto con un sistema a infrarossi all’avanguardia per quell’epoca.

Ma l’impegno di Osti non si rivolgeva soltanto nei confronti dell’orso delle Alpi, animale dall’indole schiva e solitaria, un po’ come lui, ma a tutto l'ecosistema alpino, che studiava con passione: l’ornitologia, l’entomologia, la tassidermia, la botanica sono solo alcune delle branche che sollecitarono il suo interesse – da cacciatore che conosceva e rispettava l'ambiente naturale - e che lo videro dare importanti contributi.

Nei tre libri e nei numerosi articoli per riviste scientifiche scritti nell'arco di trent’anni di attività emerge un rigore documentaristico raro, corredato da una produzione iconografica ricchissima, curata da lui stesso. Fu socio onorario di associazioni attive nella salvaguardia dell'ambiente e dell'orso in particolare, e per le attività di studio e protezione dell’orso trentino fu insignito dell’Ordine di S. Romedio. E quando, negli anni Novanta, dopo che la popolazione ursina del Trentino era stata dichiarata biologicamente estinta, essendo rimasti solo pochissimi esemplari confinati nella zona tra lo Sporeggio e la val di Tovel, nacque e si sviluppò il progetto Life Ursus per la reintroduzione dell'orso bruno, anche se nella sua realizzazione Osti non fu mai pienamente coinvolto, rimane il suo contributo fondamentale prestato agli estensori del progetto nelle primissime fasi di valutazione dello stesso.

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