anno 95 - n° 08 - Il grazie degli ebrei
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Al “Da Vinci” un'esperienza di integrazione con i richiedenti asilo

Studenti e migranti alla scoperta della città

Tra il 2016 e il 2018 il liceo Leonardo da Vinci di Trento ha promosso attività di formazione, intervento e studio per sostenere l’apprendimento della lingua e della cultura italiana da parte di giovani richiedenti asilo e per favorirne l’integrazione nel contesto trentino. Una bella esperienza, che però si è interrotta.

Parole chiave: Liceo Da Vinci (2), Territorio (20749), scuola (2341), integrazione (159), richiedenti asilo (110)

Ne è nata una rete di contatti tra mondo della scuola, del volontariato, delle istituzioni e del privato sociale, oggi sfilacciata

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Tra il 2016 e il 2018, nel corso di due anni scolastici, il liceo Leonardo da Vinci ha promosso una serie di attività di formazione, intervento e studio per sostenere l’apprendimento della lingua e della cultura italiana da parte di giovani richiedenti asilo e per favorirne l’integrazione nel contesto trentino. Queste attività hanno coinvolto docenti e studenti accanto a volontari e operatori di diversi enti, istituzioni e associazioni, a partire dal Cinformi, che attraverso la persona di Silvia Volpato ha svolto un ruolo fondamentale di coordinamento e di supporto organizzativo.

Molti stranieri arrivati a Trento in quel periodo erano giovani o giovanissimi; con i nostri studenti, vicini a loro per età e sensibilità, abbiamo cercato di dare una risposta al loro bisogno di comunicazione, di conoscenza, di pratica della lingua e soprattutto di relazione. In quegli anni funzionavano molto bene i corsi di lingua italiana organizzati dalla Provincia attraverso il Cinformi e i facilitatori linguistici dell’associazione FILI; non volevamo offrire dunque un corso di lingua, né avevamo le competenze per farlo. Volevamo invece far interagire giovani stranieri e giovani italiani, dando ai primi l’opportunità di praticare la lingua in un contesto quotidiano e informale e ai secondi l’occasione di conoscere più da vicino persone di diverse culture, attraverso un impegno continuativo che è stato loro riconosciuto come attività di alternanza scuola-lavoro.

Il primo passo per la realizzazione di questo progetto è stato un corso di formazione per docenti sull’apprendimento dell’italiano come seconda lingua, tenuto nell’autunno 2016 da Maria Luisa Magagnotti e da altri facilitatori linguistici dell’Associazione FILI. Il secondo passaggio è stato un corso di formazione rivolto a una decina di studenti del triennio, che ha coinvolto sia i facilitatori linguistici di FILI, che hanno fornito strumenti e materiali di lavoro da utilizzare con chi sta imparando l’italiano, sia esperti del Cinformi, che hanno aiutato gli studenti a inquadrare il fenomeno migratorio nel contesto trentino. Al termine della formazione è stato individuato un obiettivo concreto da realizzare: una piccola guida illustrata alla città di Trento per stranieri, da comporre insieme con i richiedenti asilo. Nel frattempo gli operatori di alcune strutture cittadine per l’accoglienza dei richiedenti asilo, in particolare la Residenza Fersina (gestita dalla cooperativa Kaleidoscopio) e la Residenza Brennero (gestita allora da Atas onlus, oggi dalla Croce Rossa) hanno individuato una quindicina di giovani, per lo più africani, che per età, conoscenza della lingua, interessi e condizioni personali sono stati giudicati adatti a partecipare al nostro progetto.

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La terza fase è stata quella più stimolante e ricca di soddisfazioni: per dieci pomeriggi, una volta in settimana, ci siamo dati appuntamento al liceo da Vinci per fare attività di conversazione in piccoli gruppi, per studiare la mappa della città, per individuare dei luoghi significativi da visitare insieme e per preparare brevi interviste. Abbiamo fatto poi, sempre in piccoli gruppi, delle uscite sul territorio e abbiamo incontrato alcune personalità di rilievo della cultura cittadina, che sono state per noi delle guide d’eccezione. Siamo stati accolti con grande cortesia da Lucia Martinelli al Muse, da Francesca Jurman al Castello del Buonconsiglio, da don Andrea Decarli al Duomo di S, Vigilio, da Ivana Saltori nella Biblioteca Comunale; e poiché non si vive di sola cultura abbiamo visitato il palazzetto dello Sport alle Ghiaie, alcuni negozi etnici nel quartiere della Portèla, la bottega Mandacarù in piazza Fiera, il negozio Altr’Uso di via Giusti, il supermercato Coop di piazza Lodron… Il frutto di queste visite e di questi incontri è stato un libretto, Trento - Piccola guida alla città, che è stato stampato dal Centro Duplicazioni della Provincia con una prefazione del sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, e può essere utilizzato come sussidio per l’apprendimento della lingua italiana.

L’esperienza è stata molto bella e non volevamo disperdere la rete di contatti che nel frattempo si era creata tra mondo della scuola, del volontariato, delle istituzioni e del privato sociale. Così, nell’anno scolastico 2017-2018, abbiamo deciso di rilanciare coinvolgendo altri studenti e altri richiedenti asilo, sempre con la regia di Silvia Volpato e la competenza dei facilitatori linguistici di FILI. Nella gestione dei gruppi sono stata affiancata dal collega Sergio Poli e da alcune volontarie disponibili e competenti; si è unita al progetto, oltre ad Atas e a Kaleidoscopio, la Fondazione Famiglia Materna, che gestisce a Trento alcune residenze protette per minori stranieri; ci siamo confrontati con altre scuole, come il liceo Galilei, che stavano lavorando a iniziative simili alla nostra. Il tema dell’anno è stato il mondo del lavoro e le uscite sul territorio si sono concentrate sulle visite a cooperative di servizi, società di giardinaggio, ristoranti, tipografie.

A settembre 2018, all’inizio del nuovo anno scolastico, al Da Vinci eravamo pronti a ricominciare con nuovi gruppi e nuovi obiettivi… ma non c’erano più le condizioni per portare avanti quella collaborazione tra ente pubblico e mondo delle associazioni che per due anni aveva reso possibile il nostro progetto.

Troveremo modo di far ripartire, il prossimo settembre, quel meccanismo virtuoso che sembra essersi inceppato?

Claudia Dinale

docente di lettere e responsabile della biblioteca e delle attività culturali al liceo Da Vinci di Trento

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