anno 91 - n° 44 - Novanta parole. Speciale 90esimo di Vita Trentina
stampa

Le monografie estive

Racconti “speciali” per la pausa di Ferragosto

Fontane, campane, ponti, alberi, cascate, torri. Sei immagini che parlano della vita nelle nostre valli, scorci di un territorio che ha tantissimo da raccontare.

Parole chiave: speciale (15), settimanale (5), Vita Trentina (329), Ferragosto (8), mass media (214), anniversario (513)
La fontana di Cavizzana in una foto di Gianni Zotta del 1986

Le fontane, le campane, i ponti, gli alberi, le cascate, le torri. Spettatori e protagonisti delle vicende trentine, custodi del tempo e testimoni della bellezza, questi sei elementi ci hanno raccontato storie inedite

Lo scorrere incessante dell'acqua limpida e fresca, che si tuffa nel vascone di pietra della fontana di paese. Il rintocco rassicurante della campana, che risveglia, scandisce, richiama. I passi che sanno farsi ponte, sanno partire e andare oltre. Lo slancio dell'albero verso il cielo, i rami protesi ma le radici ben salde nel terreno. Il salto scrosciante della cascata, il movimento che libera energia. Lo stare imperscrutabile della torre, che presidia, solida, e scruta l'orizzonte...

Sei immagini che parlano della vita nelle nostre valli, scorci di un territorio che ha tantissimo da raccontare. Lo testimoniano i sei “speciali” di Ferragosto che negli ultimi anni, dal 2011 fino al 2016, hanno allietato le settimane estive dei nostri lettori. L'idea che c'è dietro a questi numeri monografici è quella di “tirare fuori” queste storie (ma senza inventare nulla!) da un oggetto, un simbolo, che le accomuni tutte, ma che sappia dare voce alla diversità e alle peculiarità di ogni vallata e delle sue comunità. Qualcosa, dunque, che di storie ne ha raccolte tante, qualcosa che c'è da sempre, elemento naturale o manufatto costruito nei secoli da mani d'uomo. Così a parlare, protagonisti sulle pagine estive di Vita Trentina, sono state, in ordine, le fontane, le campane, i ponti, gli alberi, le cascate e le torri. E abbiamo scoperto, grazie al meticoloso e accurato lavoro di ricerca dei nostri collaboratori, che hanno tantissimo da dire.

Rivestiti di simbolismi antropologici e culturali, ripresi dall'arte in straordinarie allegorie e depositari persino di significati biblici e spirituali, questi sei elementi sono innanzi tutto parte della quotidianità, spettatori e protagonisti della vita di paese, testimoni di un'evoluzione storica degli usi e costumi popolari. Come sentinelle del tempo, essi conservano nelle acque, nel bronzo, nella terra e nella pietra le vicende trentine, custodi della storia delle comunità.

Come la campana maggiore di Revò, la “Stefena”, che, quando il cielo si rannuvolava, teneva lontana la grandine con i suoi rintocchi; o la fontana di piazza Riolfatti a Villa Lagarina, che oltre alle tradizionali funzioni di abbeveratoio e lavatoio, dai tempi della Grande Guerra, serviva alla comunità per tenere al fresco le angurie; o, ancora, i castagni secolari in località Parise di Telve Valsugana, che venivano vegliati dai proprietari anche di notte, per difendere i prelibati e redditizi frutti dai ladruncoli notturni; o la Roggia di Calavino, che grazie alla sua forza motrice, tra macinatoi, fucine e filande, fece fiorire l'economia locale, almeno fino all’avvento dell’elettrificazione.

Questi simboli ci richiamano all'appartenenza e ci chiamano a curarne lo sviluppo - culturale, etica, spirituale e anche “fisica” o biologica - in un equilibrio che sappia rispondere all’evoluzione dei tempi e alle aspettative delle comunità. Protagonisti delle nostre letture estive, fontane, campane, ponti, alberi, cascate e torri ci hanno anche invitato alla contemplazione della bellezza, in sintonia con la pausa mariana di Ferragosto che permette di ritirarsi un poco in disparte, come Gesù sul monte Tabor. Le giornate vacanziere sono un'occasione preziosa, suggeriva il direttore nell'editoriale dell'ultimo speciale, per raccogliere l’invito di don Tonino Bello a riconciliarci con la bellezza, “che salverà il mondo”. “L’Assunta del 15 agosto ci guida: 'Sapere che tu sei bellissima nel corpo, oltre che nell’anima – scriveva in una preghiera a Maria il vescovo di Molfetta - è per tutti noi motivo di incredibile speranza. E ci fa intuire che ogni bellezza della terra è appena un ruvido seme destinato a fiorire nelle serre di lassù”.

Quale sarà la prossima guida nella storia delle genti trentine, La prossima bellezza di Ferragosto? E se foste proprio voi lettori a suggerirlo?

Racconti “speciali” per la pausa di Ferragosto
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento