Costituzione

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Con il 59,12% la maggioranza degli Italiani ha scelto di bocciare la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre. Un risultato netto che rappresenta anche una sonora stroncatura del premier Matteo Renzi, che ha rassegnato le dimissioni (“congelate” dal Presidente Mattarella). L'analisi del voto e le reazioni politiche in Trentino.

Domenica sera l’affluenza alle urne ci dirà se gli Italiani hanno affrontato con serietà questa consultazione sulle modifiche alla Costituzione, “spina dorsale della nostra democrazia”, come diceva l’onorevole Elsa Conci, “pasionaria bianca” trentina tra le 21 donne della Costituente. Alla vigilia del voto, le opinioni maturate meritano di essere sottoposte al setaccio di tre letture “combinate”.

L'ultimo libro di Paolo Pombeni, professore emerito di Scienze Politiche a Bologna, risulta di bruciante attualità, anche se è frutto di una lunga carriera universitaria e giornalistica (è nostro opinionista da quasi 40 anni). S'intitola “La questione costituzionale in Italia” (Il Mulino, Saggi) e affronta il tema che in questa campagna referendaria è salito alla ribalta.

Dopo otto mesi di discussione sui pregi e difetti della riforma costituzionale, o più banalmente se questa poteva o no essere l’occasione buona per mandare a casa Renzi, ecco che ci si risveglia pensando che magari non tutto è così semplice e automatico come potrebbe sembrare.

La posizione dei politici e degli amministratori trentini sul referendum rispecchia a livello locale quella assunta dai partiti di riferimento a livello nazionale.