Portobeseno arriva a Nomi con un grande evento sonoro

Esce dalle mura del castello di Beseno, questa volta, il festival Portobeseno, che giunto alla diciottesima edizione, prosegue la ricerca sonora dedicata ai suoni ambientali della Vallagarina con un evento popolare rivolto alle famiglie ed in generale ad un pubblico attento alle novità legate al paesaggio sonoro, in programma sabato 22 ottobre, dalle ore 13.30 alle ore 20, nei pressi del ponte ciclabile di Nomi-Calliano.

L’appuntamento, ricco di performance sonore e concerti musicali, ha per titolo ‘Adige, Etsch, Adess‘: un nome che sottintende diverse interpretazioni e declinazioni linguistiche legate al grande fiume che unisce diverse culture e dialetti ma anche paesaggi sonori. Saranno tredici i musicisti e i DJ che hanno risposto alla chiamata del festival Portobeseno per suonare lungo le sue sponde, durante i concerti e performance sonore lungo la ciclabile nei pressi del ponte ciclopedonale di Nomi. Tra loro i musicisti Emiliano Tamanini (tromba), Federico Tommasi (vibrafono), Andrea Port (chitarra elettrica), Marco Bandera (handpan), Mauro Ghezzi (pianoforte), Paolo Bertolini Giazzera (chitarra elettrica), Stefano Menato (sax). Sono stati coinvolti anche i musicisti del gruppo fiati della Banda Sociale di Cavedine che proporranno concerti itineranti per allietare i ciclisti e il pubblico presente sulla ciclabile. L’evento si concluderà presso il Bicigrill Asgard con le performance elettroniche di Parish e Monoimpala.

Nel programma della manifestazione ci sarà spazio anche per una passeggiata sonora condotta da Sara Maino, un percorso di ascolto che si snoderà dall’autostrada al biotopo di Nomi.

Non solo eventi e spettacoli, nel corso del 2022 il festival Portobeseno infatti ha ampliato la rete dei laboratori didattici includendo, oltre alle comunità di Besenello, Calliano e Volano, anche le scuole primarie di Nomi e la scuola media di Folgaria in collaborazione con le rispettive amministrazioni comunali.

La narrazione ‘tra fonti storiche e sorgenti web’, come recita il sottotitolo del festival, ha coinvolto quattordici classi con programmi didattici diversificati, dalla conoscenza della storia locale alla raccolta di suoni ambientali e di memoria orale presso gli abitanti delle comunità coinvolte. Un lavoro di ricerca dedicato alla scoperta ed esplorazione del territorio lagarino e dell’altopiano cimbro utilizzando molteplici linguaggi e sperimentazioni didattiche.

“Abbiamo coinvolto quasi 200 alunni“, spiegano i curatori della manifestazione Davide Ondertoller e Sara Maino, “un lavoro di ricerca dedicato alle fonti orali e ai suoni ambientali ma anche una maggiore attenzione alle memoria storica del territorio locale spesso non valorizzata all’interno dei programmi scolastici. Abbiamo deciso di investire tante energie nelle scuole, per far conoscere le particolarità del territorio locale proponendo strumenti utili per la sua interpretazione, anche in forma creativa“.

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