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I ciuffi di zafferano spuntano ambiziosi al centro di uno dei cortili della Casa Circondariale di Spini, in un'ampia aiuola circondata da mura e cemento. Nel cortile adiacente altre due strisce di terreno ospitano le erbe aromatiche, mentre poco distante, in un'altra zona della struttura, vengono coltivati i cavoli, insieme a qualche altro ortaggio.

Il carcere tra Misericordia e Utopia: la misericordia verso quanti vivono in condizioni di disagio sociale e l’utopia di un mondo ideale di giustizia. E’ attorno a questo binomio che si sviluppa la mostra “Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere”, curata dal Museo diocesano tridentino.

Sono stati i detenuti e gli operatori penitenziari di Spini di Gardolo, ai quali “ogni mattina portava un sorriso e un incoraggiamento”, a chiedere di poterlo salutare per l'ultima volta. E così mercoledì mattina il feretro è stato collocato davanti al crocifisso al centro della cappella in un atmosfera raccolta, silenziosa, di preghiera e di dialoghi muti bagnati dalle lacrime.

In occasione di san Basilide, patrono delle guardie carcerarie, giovedì scorso l'arcivescovo Lauro Tisi ha celebrato una Messa nella Casa circondariale di Spini di Gardolo.

"Captivi. Il riscatto attraverso la fotografia. La Galleria San Fedele nelle carceri milanesi". La mostra è nata da un corso di fotografia tenuto all'interno del carcere di Bollate e si propone di raccontare la realtà carceraria attraverso l'incrocio di due sguardi: quello “interno” dei detenuti, che vivono direttamente la reclusione e attraverso la fotografia riflettono sulla loro esperienza; e quello “esterno” di un gruppo di fotografi professionisti.