Parola

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Riscoprire il Vangelo per rimboccarsi le maniche in una decisione missionaria, vero filo conduttore del cammino delle Chiese nel nostro tempo.

Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla!”. Siamo stanchi e demoralizzati. Tu, Gesù, avrai anche belle parole da dire, ma noi ce ne torniamo a casa a mani vuote. Altro che un futuro sereno, altro che fiducia o speranza...

I doni si possono solo ricevere, aprendo le mani e il cuore. Ecco cosa intende Gesù con quell’invito ad andare da lui e a credere in lui. Non è una faccenda che prende un’ora la domenica e poi basta. Prende la vita, invece, tutta quanta: la anima, la smuove; ecco perché dice “chi viene a me, non avrà più fame.

Penso che noi cristiani, quando dimentichiamo che siamo discepoli di Cristo, oscilliamo tra due estremi: l’estremo della presunzione, per cui ci diamo delle arie e, pur nel nostro piccolo, ci illudiamo di essere chissà chi, e l’estremo dell’abbattimento, che ci porta a una totale sfiducia in noi stessi.

Il mare, per la Bibbia, non è un posto dove andare in vacanze: è la metafora della vita. Soprattutto quando è in burrasca e le onde riempiono d’acqua la barca, per quanto bravi siano il timoniere e coloro che remano, si capisce come il mare possa diventare metafora, espressione della vita.

La vitalità viene da Dio, non è di nostra competenza; il seme e anche l'iniziativa sono suoi. A noi tocca coltivare la consapevolezza che questo è il dinamismo della fede: germoglio, crescita, maturazione in stretta collaborazione con Dio.