don piero rattin

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Essere cristiani, in un certo senso, è come essere sempre in movimento, sempre in viaggio… Per chi si ritiene cristiano, la vita è un andare, per incarico di Gesù Cristo. “Annunciate che il Regno di Dio è vicino!”.

Dov’è che si può fare rifornimento di costanza, di sapienza, di coraggio e di fortezza? “Io pregherò il Padre mio – ci assicura Gesù in questa domenica – ed egli vi darà un altro Paraclito, perché rimanga con voi per sempre!”.

Con l’Ascensione di Gesù al cielo ci viene annunciato che quello è anche il nostro traguardo, la nostra definitiva dimora: l’uomo Gesù che entra nel cielo di Dio è solo la primizia, ma alla primizia fa seguito la messe, e la messe siamo noi tutti.

Ogni domenica il vangelo che si legge alla Messa inizia con questa espressione: “In quel tempo …”. Quand’era? Quasi 2000 anni fa. Quindi si tratta di cose vecchie, antiche, che non ci riguardano?

Facciamo fatica ad accettare che Gesù Cristo possa interferire con la nostra vita reale: lavoro, famiglia, svago, problemi di vario genere. Facciamo fatica a lasciare che il terreno della nostra vita concreta diventi spazio del Regno di Dio in questo mondo.

Dio è qui per sposare – sì, proprio “sposare” – questa nostra umanità; è qui, nella persona di Gesù, per avviare una festa di nozze: lui è lo Sposo e la Sposa è quest’immensa carovana umana che cammina sulla faccia della terra.