Tisi Lauro

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Una comunità cosmopolita, che si riconosce più ricca anche perchè plurale, assortita. Quasi un selfie collettivo quello che gli immigrati di prima, seconda e terza generazione hanno scattato domenica scorsa nelle vie della città per la 17° edizione della Festa dei popoli, promossa dall'Arcidiocesi – attraverso “Migrantes” - insieme a Comune, Provincia, Cinformi, Ministero dell'Interno e Unione Europea.

Il nuovo logo rappresenta colomba avvolta dalle fiamme, che rappresenta lo Spirito Santo e il suo nome deriva dall’antica chiesa di “Santo Spirito al Palù” che una volta era al centro delle Comunità, l’unica a pianta rotonda in Valle di Non, demolita nel 1825. Domenica 15 maggio, monsignor Lauro Tisi ha inaugurato la nuova Unità pastorale di “Santo Spirito”, che comprende le parrocchie di Cles, Mechel, Rallo, Pavillo, Nanno, Tassullo e Tuenno.

Un appello a costruire nuovi ponti solidalei è stato rivolto dal nuovo vescovo monsignor Lauro Tisi domenica scorsa a Dro, rivolgendosi alla comunità e ai sindaci Vittorio Fravezzi (Dro) e Tarcisio Michelotti (Drena), prima della celebrazione del sacramento della cresima per i 35 ragazzi delle parrocchie di Dro, Ceniga e Drena. Tra i due vicini comuni del Basso Sarca è stato avviato l'iter della fusione amministrativa che poterà domenica 22 maggio (si vota dalle 8 alle 21) al referendum consultivo per raccogliere il parere dei cittadini sulla fusione e la nascita della nuova realtà amministrativa di «Dro Drena». Il vescovo Lauro Tisi, accompagnato dal parroco don Stefano Anzelini, è stato salutato sul sagrato della chiesa dell’Immacolata dal sindaco-senatore di Dro Vittorio Fravezzi e dal sindaco di Drena Tarcisio Michelotti.

E' grande la gioia nella comunità trentina delle “Figlie di S. Camillo” per il neo eletto Arcivescovo di Trento monsignor Tisi. “Una nomina inattesa salutata dalle consorelle con giubilo del cuore”, racconta la madre superiora suor Rosa Pesce.

Nelle parole di don Lauro c'è quel termine che sembrava esser scomparso non solo dal lessico, ma persino dalle nostre abitudini, dai nostri gesti, dai nostri atteggiamenti. Quella parola - "tenerezza" - che Francesco ha rispolverato.