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Non si può dire che sia un buon periodo per la leadership di Renzi. Mentre i media aspettano di vedere i fuochi d’artificio della prossima “Leopolda” (il tradizionale raduno fiorentino del renzismo), il governo non riesce ad imporsi per una linea politica creativa.

Le recenti elezioni comunali del 15 novembre (rese necessarie dopo l'esito negativo dei referendum di fusione del giugno scorso) hanno portato alcuni cambiamenti alla guida delle amministrazioni del “distretto del porfido”, chiamati a dar vita ad una gestione associata di servizi e funzioni per la concessione ed l'utilizzo dei lotti cave comunali (proposta più volte espressa dall'assessore provinciale Alessandro Olivi). Sarà così Erna Pisetta, insegnante e già assessore e consigliere di minoranza, a guidare Albiano (1.530 unità), sconfiggendo anche l'astensionismo data la presenza di un unica lista(hanno votato 572 elettori poco più del 40%). Con 451 voti (pari al 56,02%) Mauro Stenico, 32 anni laureato in filosofia e ricercatore di comunicazione politica, è il nuovo sindaco di Fornace (1.348 abitanti). Terzo mandato invece per Marco Casagranda alla guida di Lona Lases.

Sarà un futuro occupazionale segnato dal pendolarismo quello dei 160 lavoratori di “Mariani spa”, che dopo mesi di incertezze, conferme e smentite, hanno infine visto lo sblocco delle trattative tra azienda bresciana, Provincia e Trentino sviluppo.

Con il voto unanime dei consigli comunale di Drio e Drena ha preso così il via un percorso di fusione tre le due comunità dell'Alto Garda, che nel corso del 2016 prevederà il referendum popolare, e dal cui esito positivo dipenderà il proseguo del processo di fusione, che prevede anche la stesura di un comune statuto (con indicazione del nome e simbolo del nuovo comune), la nomina di un commissario e l’indizione di comuni elezioni amministrative nel 2018-19. Sono stati i due sindaci, Tarcisio Michelotti a Drena e Vittorio Fravezzi a Dro, a spiegare, ragioni, tempi e modalità di questo “passaggio storico” nella vita delle due amministrazioni dell’Alto Garda.

Che il processo di fusione dei comuni trentini e le nuove gestioni associate avrebbero ridisegnato la geografia di Primiero si sapeva. Sul come esse lo avrebbero trasformato non era chiaro. Oggi lo è. E se la Provincia prosegue senza guardarsi indietro a passo spedito, il Primiero arranca manifestando, ancora una volta, chiare lotte e divisioni interne. Ciò che ne emerge è una nuova geografia ove risulta sempre più marcata la differenza tra l’Alto Primiero, il nascente comune di Primiero San Martino di Castrozza e chi rimane fuori, l’”Altro Primiero”, ovvero i comuni di Canal San Bovo, Imer, Mezzano e Sagron Mis.

Il totale della manovra di bilancio 2016 della Provincia autonoma di Trento è di 5,008 miliardi di euro. L'obiettivo, come ha spiegato il presidente Rossi, è di continuare a garantire la qualità dei servizi erogati ai cittadini e nel contempo di sostenere la crescita del Trentino, tutelando il reddito delle famiglie e puntando sul rafforzamento delle imprese.