sanità

Ultimi contenuti per il percorso 'sanità'

I bambini dell’Africa piangono, come i nostri. Ma i ragazzi dell’Africa sorridono: sempre. Anche quando mani pietose li aiutano a staccare le bende, incollate alla carne viva, per una medicazione dolorosissima e con scarsi analgesici. “Centro di trattamento delle ulcere del Buruli”, un piccolo ospedale nella savana, a Konguanou, trenta chilometri a nord-est di Yamoussoukro, la capitale politica della Costa d’Avorio.

La figura della dottoressa Zilda Arns Neumann, fondatrice della Pastoral da Crianca, la Pastorale dell'Infanzia, straordinaria rete di volontariato che ha contribuito a sradicare la povertà estrema e a ridurre la mortalità infantile in Brasile, è ben tratteggiata nel libro di padre Diego Fuitem, frate minore conventuale, originario di Denno.

Un po' “bandeirante” si sente, sì, non fatica a riconoscerlo. Nel senso di esploratrice, però, e senza la carica negativa che questo termine conserva. Da esploratrice Laura Ziller si mosse, nel 1974, per raggiungere Salvador de Bahia, inviata da don Luigi Verzé, fondatore dell'Opera San Raffaele, per portare in Brasile il modello cristianamente ispirato della medicina-sacerdozio.

Vi sono delle patologie oculari oncologiche molto serie, come il noto melanoma della coroide, che trovano come terapia d’elezione solo la protonterapia”, conferma in diretta alla rubrica “Obiettivo Salute” di radio Trentino inBlu la dottoressa Federica Romanelli, direttrice dell’Unità multizonale di oculistica, che anticipa un progetto d'avanguardia.

Si è fatto un gran parlare della moderna sede per la protonterapia realizzata in via al Desert a Trento (come “una cattedrale nel deserto”, a giudizio dei critici che la ritengono sottovalorizzata) ma poco si è detto sull'impatto umano e sociale per le famiglie dei 140 pazienti che finora si sono sottoposti alle cure contro tumori e altre patologie, mediamente lunghe 4 o 5 settimane.

Si intensificano all'APSP di Pergine gli interventi a favore dei malati di Alzheimer, una patologia che è in costante aumento e di cui sono colpite in Alta Valsugana circa 2.000 persone. E' stato infatti istituito, a partire dal prossimo 4 luglio, un nuovo “Centro di ascolto Alzheimer” che ha lo scopo di offrire un sostengo globale ai familiari colpiti da questa malattia. Il centro è costituito da un team di specialisti guidati dalla psicologa Paola Maria Taufer. Il costo supera i 4.000 euro, in gran parte coperti dall'intervento di “Cooperazione Reciproca Pergine”, il braccio operativo della Cassa Rurale nel campo del sociale. Nel frattempo sono iniziati i lavori di realizzazione di un nuovo edificio a fianco di quello storico di Via Pive, destinato appunto ai malati di Alzheimer, per una spesa di 1.230.000 euro.