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Martedì sera in piazza Duomo a Trento si sono ritrovati in 1.200, qualche centinaio di più per gli organizzatori, per rispondere nel segno della solidarietà e dell'accoglienza agli attentati di Soraga e di Lavarone contro strutture di accoglienza dei migranti richiedenti asilo.

Sull'Altopiano la nebbia mattutina si alza dai prati umidi di pioggia e si dirada aprendo squarci di sereno. E porta via con sé, insieme alle ombre della notte, altre ombre. La ferita dell'attentato che il 15 novembre ha danneggiato il portone d'ingresso della casa delle suore terziarie francescane elisabettine di Padova in località Gionghi, destinato ad accogliere un gruppo di richiedenti asilo è ancora fresca, fa ancora male.

Di fronte al dramma dei profughi, che rappresenta la più grave emergenza umanitaria dagli anni della seconda guerra mondiale, anche le comunità del Trentino sono chiamate a dare una risposta di solidarietà e di accoglienza.

E’ più “asciutto” degli scorsi anni e anche il “taglio” è diverso. Meno pagine, ma anche, ed è una novità, il racconto, affidato agli studenti dell’università di Firenze, di ciò che si tenta di fare per favorire la pace in tanti Paesi e aree del mondo in guerra nella settima edizione dell’”Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo”.

Il Gioco degli Specchi e 46° parallelo invitano al convegno “Migrare per non morire” giovedì 10 novembre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 nella Sala conferenze della Fondazione Caritro, in via Garibaldi 33 a Trento.