profughi

Ultimi contenuti per il percorso 'profughi'

Noarna, località della zona di Rovereto che rientra nel comune di Nogaredo, aveva una canonica inutilizzata. Rispondendo all’appello di papa Francesco, la diocesi di Trento che sta mettendo a disposizione dei richiedenti asilo molte di queste strutture, dopo averle sistemate, ha collocato qui, da circa una settimana, cinque giovani del Togo.

Sta per essere utilizzata la casa che Mons. Guido Avi, dopo averla ristrutturata, ha donato alla parrocchia di Vigalzano per destinarla a attività caritative per le tre parrocchie della zona. In un incontro pubblico del 10 novembre scorso sono stati illustrati i due progetti previsti: al piano inferiore destinato a 5-6 immigrati, che arrivano a Vigalzano dopo un preciso cammino compiuto nei campi d'accoglienza, con tutte le “carte” in regola; il piano intermedio destinato a una proposta del Punto d'Incontro che vorrebbe destinarlo a un'accoglienza stile famiglia per 3-4 persone in momentanea difficoltà; la mansarda resterà a Mons. Guido Avi, sempre lucido e attivo, che a febbraio compirà 98 anni. La reazione dei presenti all'incontro tenuto a Madrano, una quarantina di persone, è stata di sostanziale accogliemnto delle proposte avanzate.

Tra i 12 e i 14 milioni di uomini, donne, bambini, anziani, popolazioni sui confini dei fronti della Prima guerra mondiale, italiani d’Austria ma anche francesi, serbi, rumeni, lituani, polacchi e altre nazionalità furono costretti a lasciare le proprie case a causa dei bombardamenti, dell’arrivo degli eserciti nemici, sottoposti a piani di evacuazione o, autonomamente, in fuga. Hanno lasciato migliaia e migliaia di foto, lettere, diari, segni materiali.

Le cinque vie verso l’umanità nuova: ABITARE - Un esempio trentino: l'accoglienza dei profughi nelle comunità dell'Altopiano di Pinè.