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Aldo Moser è un testimone di una storia gloriosa: ha corso con Coppi, Magni, Bobet, Anquetil, Gimignani, un ciclismo eroico, su strade sterrate. Un ciclismo senza auricolari, integratori, ammiraglie. Si racconta il “decano” di una dinastia di campioni.

Si celebra nel fine settimana nella comunità droata il Cinquantesimo della “Ciclistica Dro”, sodalizio sportivo fondato nel 1967 da Learco Matteotti (anima e promotore della società sino al 2001), e che può ora contare su oltre 60 giovani biker (nelle categorie Giovanissimi, Esordienti ed Allievi), accanto a tanti dirigenti e tecnici sotto la guida della presidente Geltrude Berlanda. Un traguardo prestigioso che sarà celebrato con il nuovo libro “50 anni sui pedali... e la corsa continua”, una ricca mostra fotografia allestita al centro culturale a Dro ed un intenso week-end agonistico nella zona sportiva di Oltra.

Mercoledì 24 maggio, la corsa rosa farà tappa a Canazei. Il giorno dopo, da Moena, scatterà il tappone dolomitico quasi sicuramente decisivo per le sorti della maglia rosa. “Amore infinito”: non è solo lo slogan del Giro d'Italia 2017, ma anche la “dichiarazione” della corsa rosa al Trentino. Che, nell'edizione del centenario, partita due settimane fa, sarà protagonista con due tappe in Val di Fassa

Diciotto km, 1.485 m/dsl e 38 tornanti, con una pendenza massima del 17% e media dell'8,9% fanno della “Charly Gaul” la “salita” per eccellenza del ciclismo. “Ricordo di aver patito tanto freddo”, rammenta Aldo Moser.

Il microfono oggi è quello di Trentino inBlu, con cui ha collaborato negli ultimi anni al commento sportivo del lunedì mattina. Il contesto: “Radiografia”. Giacomo Santini ripropone in avvio la cronaca di quegli ultimi metri di volata tra l'amico iridato Checco e il crucco Didi.

“La fuga più lunga – Un tratto di strada con Marcello Osler”: è il titolo del libro (che richiama la vittoriosa fuga nella tappa Potenza-Sorrento al Giro d'Italia del 1975) che ha scritto Elena Leonardelli, moglie di Marcello Osler, colpito quasi tre anni fa da un devastante infarto, da cui è uscito grazie all'amore e alle cure di tutta la famiglia, moglie e quattro figli. Colpito il 31 luglio 2013, Marcello è rimasto in coma per 53 giorni, uscendone con poche speranze, secondo i sanitari, di ritornare alla vita normale.