Metamorfosi Atas

Sempre persone e famiglie italiane si rivolgono per un aiuto all'associazione, nata per facilitare l'integrazione degli stranieri

L’Atas, l’Associazione trentina per l’aiuto agli stranieri, nata giusto 25 anni fa per facilitare i percorsi di integrazione di chi arriva in Italia, forse sta assistendo ad una strana metamorfosi? Se il trend venisse confermato, sì. Infatti nell’assemblea svoltasi a Trento sabato scorso 10 maggio è emerso che c’è un forte incremento di richieste di aiuto da parte di persone e famiglie italiane.

Nel corso del 2013 gli italiani che si sono fatti avanti per avere una casa e un lavoro sono diventati il secondo gruppo nazionale con un non trascurabile 9,3%, secondi solo alla gente di nazionalità marocchina (13, 6%).

Altro dato significativo: un notevole aumento delle donne che chiedono un ausilio, donne, con figli e senza, costrette ad affrontare da sole emergenze di varia natura. Ma anche padri separati che non di rado vanno ad ingrossare le fila dei senza fissa dimora, fenomeni da non sottovalutare nel mondo dei cosiddetti “nuovi poveri”.

Francesco Colato, presidente dell’Atas, ha spiegato: “Stiamo facendo fronte ad un incremento di bisogni sociali del territorio che stanno riguardando, a causa della crisi, anche gli italiani. Il tutto in un momento di forte decremento delle risorse”. Ritorna insomma il ritornello sentito più volte in questi ultimi tempi: fare meglio –in impegno e qualità- avendo meno a disposizione.

L’Atas dispone di diversi sportelli, non solo nella città capoluogo, ma pure nei principali centri periferici delle valli. Casa e lavoro, come detto, le richieste principali. A cui si aggiungono le richieste di far fronte a problematiche sociali e relazionali. Il servizio ospitalità lo scorso anno ha impegnato Atas per 353 persone, singoli e nuclei familiari, sistemate con professionalità e amorevolezza nella cinquantina di appartamenti di cui dispone l’Associazione.

L’ex ministro all’Integrazione del governo Letta, Cécile Kyenge, intervenuta all’incontro, ha ribadito che serve l’impegno di tutti per un cambiamento di tipo culturale, ecco perché è imprescindibile il ruolo strategico della scuola fin dai primi anni dell’apprendimento.

L’assessora alla Salute e Solidarietà sociale della Provincia di Trento, Donata Borgonovo, ha ribadito che “diritti e dignità della persona sono gli stessi per ciascuno di noi” elogiando il fondamentale ruolo che Atas s’è ritagliata in tutti questi anni nel panorama trentino dell’accoglienza e della vicinanza con chi fa più fatica.

“Tessere relazioni” è un impegno programmatico che Atas s’è data, e non da oggi. Intende, col suo direttore Emiliano Bertoldi e gli altri operatori, continuare su questa strada fatta di operosità e buone pratiche.

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