SPORT

Tanti i fenomeni dello sport mondiale che negli anni sono passati dalla nostra provincia. Ecco un piccolo album fotografico dei più rappresentativi.

Damiano Tommasi a Trento per un doppio incontro, con i giovani calciatori dell'Invicta Duomo e poi con i genitori partecipanti al terzo appuntamento del percorso “Accompagnare”.

Intervista a Letizia Paternoster, promettente ciclista trentina che a soli 20 anni vanta già un palmarès di tutto rispetto, con numerosi titoli vinti a livello giovanile e nelle sue prime stagioni da professionista.

La seconda edizione dell'evento organizzato da La Gazzetta dello Sport e da Trentino Marketing, in programma dal 10 al 13 ottobre prossimi, è pronta a bissare il successo dello scorso anno con oltre 50 mila presenze. Roberto Baggio, Silvio Berlusconi, Lorenzo Bernardi, Raoul Bova, Gianluigi Buffon, Antonio Conte, “Sasha” Danilovic, Roberto Durán, Marcello Guarducci, Yelena

CHIESA

Rocha vuol dire roccia e Leila Rocha è una donna ferma e decisa nel rivendicare i diritti della sua gente, gli indios Guaranì Nandeva, in Mato Grosso del Sud nell’Amazzonia brasiliana. Sta girando l’Europa, coadiuvata da tanti piccoli gruppi di solidarietà, per denunciare il tentativo di sterminio del suo piccolo popolo, e di altri popoli dell’Amazzonia.

“Tanti comportamenti sleali di uomini di Chiesa dipendono dalla mancanza di questo senso della compassione ricevuta, e dall’abitudine di guardare da un’altra parte, dall’abitudine dell’indifferenza”. Ne è convinto il Papa.

POLITICA e SOCIETA'

Nell'ambito della Settimana dell’accoglienza promossa dal Cnca del Trentino Alto Adige insieme a molti attori del territorio, lo psicoterapeuta Andrea Dondi, ospite di Consolida, il consorzio delle cooperative sociali trentine, ha parlato della sua lunga esperienza con i siblings, ovvero i fratelli e le sorelle di bambini con disabilità, che racconta nel libro “Siblings, Crescere fratelli e sorelle di bambini con disabilità”.

Sono marchiati "Beelieve" i prodotti realizzati da giovani in difficoltà accompagnati dalla cooperativa sociale Progetto 92 in un percorso che dovrebbe facilitarne l'inserimento nel mondo del lavoro e nella comunità. Con il sostegno convinto, e l'apporto scientifico, del Museo delle Scienze di Trento.

Lo studio voluto da CSVnet, la rete dei centri di servizio per il volontariato, ribalta completamente la prospettiva, andando a guardare in profondita quale sia l'impegno in prima persona come volontari dei cittadini di origine straniera in Italia. La ricerca è stata presentata a Trento lo scorso fine settimana in occasione della XIX conferenza nazionale di CSVnet.

Nella Settimana dell'accoglienza promossa dal Cnca del Trentino Alto Adige, al Centro per la pace di Rovereto la denuncia della chiusura del governo provinciale alle politiche per l'integrazione.

Giovedì 10 e venerdì 11 ottobre si svolgerà la conferenza finale del progetto europeo PlurAlps "Promuovere il pluralismo come chiave per lo sviluppo locale nello spazio alpino", un percorso iniziato tre anni fa, finanziato dal programma europeo Interreg Spazio Alpino 2014-2020.

CULTURA

Ventuno foto a colori con soggetti sempre ben identificabili e distinguibili, assolutamente figurative, ma al contempo cariche di una indeterminatezza astratta altamente poetica, simbolica, criptica ed espressiva ad un tempo nel progetto innovativo del giovare fotografo Nicola Zaccaria.

Il “bersaglio grosso”, l’obiettivo finale, è nientemeno che il grande compositore Antonio Vivaldi, il “prete rosso”. Il folle omicida in nome dei valori cristiani, certo distorti o comunque mal interpretati, riuscirà a farlo fuori? Lasciamolo svelare ai lettori di “Malicidio veneziano”, per ora ultimo romanzo di Alvaro Torchio.

L’altopiano di Asiago distrutto, nel 1916, in seguito alla Straffexpedition austriaca, e l’enclave musulmana di Srebrenica teatro, nel luglio 1995, durante la guerra nei Balcani, del massacro di migliaia di civili musulmani. Ruota attorno a queste due realtà storiche il bellissimo libro di Giambattista Rigoni Stern “Ti ho sconfitto felce aquilina”, racconto della “transumanza della pace” da Asiago e Val Rendena a Srebrenica.

MERIDIANI

In Colombia, nel disinteresse pressoché dominante dell’opinione pubblica internazionale (e dei più diffusi mass media), si consuma una strage continua, subdola, generalizzata. Vengono assassinati leader indigeni, rappresentanti contadini, membri di cooperative agricole, catechisti, ex guerriglieri delle Farc che avevano accettato di deporre le armi e seguivano programmi di reinserimento nella vita civile.

Vi sono aree dove trionfa sinistra la miseria, periferie del mondo che spesso gli occidentali conoscono a malapena. Eppure c’è chi in questi coni d’ombra entra in punta di piedi rimboccandosi le maniche per restituire sprazzi di speranza. A Vezzano la testimonianza di Silvia Orri, volontaria in servizio civile internazionale con la Focsiv.

"I fotogiornalisti hanno un'idea di come vogliono rappresentare una situazione e ciò comporta il rischio di falsarla. Nelle mie fotografie non ci sono finzioni: non chiedo alle persone di mettersi in un posto o di assumere una posa". Parla il premio Pulitzer Lorenzo Tugnoli.

La morte di Robert Mugabe, 95 anni, la settimana scorsa in una lussuosa clinica di Singapore, pone fine all’assai controversa vicenda che l’ha visto per alcuni decenni padre-padrone dello Zimbabwe.

Dopo 13 settimane di scontro, per placare violenze e proteste, Carrie Lam, governatrice di Hong Kong, ha annunciato il “ritiro completo” del contestato emendamento alla legge sull’estradizione, per riportare ordine e tranquillità.

EDITORIALE

Lo sport non è solo disimpegnata futilità, beata innocenza, spensierato passatempo. È un fenomeno serio, un modello mentale e comportamentale dal quale esce rafforzata la nostra forma di relazione con il mondo.


La Settimana dell’Accoglienza ci lascia in consegna scritta un richiamo severo, epocale.  Esce già  nel titolo del bruciante libro presentato  da Vincenzo Passerini,  promotore di un Trentino solidale: “Tempi feroci”.  Racconta di “vittime, carnefici, samaritani” (il sottotitolo)  degli ultimi due anni, ma la ferocia ha scritto già altre pagine in questi primi drammatici giorni d’ottobre missionario.


Per tanti missionari operanti nelle regioni amazzoniche questa vigilia sinodale è un dono forse impensabile, la realizzazione di un’utopia prefigurata dalla Conferenza latinoamericana di Aparecida nel 2007: “obbligare” la Chiesa e l’umanità a guardare al “polmone” del pianeta”, riconoscendovi una questione di vita o di morte.

Credo tuttavia che questa decisione della Corte provochi a misurarsi con una sfida ben più grande, quella di testimoniare i valori in cui si crede in un contesto di sempre maggiore libertà individuale.

L’Anno pastorale è la sveglia al mattino. Suona per ricordarci che siamo parte di questo mondo e non di quello dei sogni. Ci dice che prima dei “bisognerebbe fare” ci sono volti da incrociare, storie da ascoltare, ferite da tamponare con il cotone della misericordia e il disinfettante del perdono.

FATTI E OPINIONI

Non c’è nulla di storico nella decisione di imporre un drastico taglio nel numero dei parlamentari: è un pegno alla capacità di interdizione di M5S, prima pagato dagli alleati nel governo gialloverde, ora dai nuovi alleati.


E’ arrivata anche la scadenza del DEF, il documento con cui si dichiara in prospettiva la strategia di bilancio che il governo intende poi applicare con la legge finanziaria che arriverà fra poco. Linee guida che dovranno poi trovare applicazione concreta. Il bello arriverà allora: le avvisaglie, pesanti, ci sono già state.


Il PD ha incassato un brutto colpo con la decisione, improvvida, di Renzi di varare un suo partito. La spinta a farlo gli è venuta oltre che dal suo indubbio super-ego da alcune componenti del gruppo dirigente del Nazareno che sognano la restaurazione di un partito “de sinistra” (il romanesco è d’obbligo, perché non di culture politiche si tratta, ma di frequentazione dei salotti capitolini). Per costoro il sogno è che la componente che si autodefinisce riformista e liberale (che poi lo sia è da vedere) faccia un partito a sé, magari aggregando forze moderate esterne al mondo del PD sicché poi magari si farà davvero qualcosa come il vecchio, mitico, centrosinistra.

E’ sul fronte interno che Conte e i suoi ministri devono sbrogliare le molte matasse che si trovano sulle rispettive scrivanie.

Comincia una nuova era per non dire che siamo di fronte ad una svolta? Non solo è presto per dirlo, ma questo governo è per tanti aspetti un enigma.

La coalizione mette insieme forze certamente non omogenee, ma soprattutto i Cinque Stelle hanno problemi di presenzialismo competitivo come si è visto nella conferenza stampa in cui Di Maio ha annunciato il risultato del voto sulla piattaforma: a sentirlo sembrava che fosse in arrivo un governo quasi monocolore M5S, per di più intenzionato a portare a termine una serie di lavori iniziati col precedente governo.

PAROLE CHIAVE

Non son bravo per un saluto. Magari parto volentieri ma l'altro non vorrebbe perdermi. O forse sono io a non voler andare ma percepisco che l'altro ha bisogno di un sollievo dalla mia presenza. Questo è un saluto. E' il saluto tra noi. Uno spazio si introduce tra noi e ci separa. Il saluto è una verifica pericolosa che in ogni caso produce sofferenza.



La storia non è un ripetersi ciclico del già visto e vissuto bensì una traiettoria, sia pure oscillante, verso il nuovo, l'inedito, la pienezza dell'umano e del divino da scoprire e realizzare per, con, in Cristo. Perciò la Chiesa non può limitarsi a dare le risposte del passato alle domande del passato ma ha la vocazione ad accorgersi delle nuove domande.

Sei come una persona che dovendo camminare abitualmente su superfici troppo lucide o su intelaiature sottili per trasferire oggetti delicati e fragili, acquista un passo armonioso e leggero.

Perfino Gesù non sapeva in quanto uomo, o non voleva sapere o non voleva dire la data. Oggi ben più di Lui possiamo addirittura sceglierla la data, anche quasi senza pensarci. Stiamo scrivendola, tra una bottiglietta e l'altra, sulle isole di plastica degli oceani...

SENTIERI


La Cooperazione sta vivendo un momento di ripresa e rilancio, dopo anni difficili economicamente e psicologicamente. I conti sono tornati in ordine sia nel credito che nel consumo – i due pilastri strategici - grazie anche a iniziative rigorose (a volte dolorose) di snellimento e riduzione dei costi. Di questo va dato pieno merito ai responsabili di decisioni non facili, senza buonismi e populismi oggi tanto gettonati. Contemporaneamente le vicende politiche ed economiche del Trentino, del Paese e dell’Europa confermano quanto importante (e alternativa ad una disastrosa politica consumistica di mercato, che esalta la concorrenza, ma conduce ai monopoli e a un lavoro sottopagato) sia la Cooperazione, che “deve” stare sul mercato, ma al tempo stesso salva il patrimonio e il lavoro delle generazioni, senza umiliarlo ad affare di “comperati e venduti”. In questa prospettiva l’annunciata chiusura della “Famiglia Cooperativa” di Levico (centro) , dopo il riordino e la razionalizzazione del “Coop” di via Casotte (sulla circonvallazione, in concorrenza diretta con il vicino Poli) non può che lasciare perplessi, ed anche stupiti , perché il supernegozio è cosa ben diversa dalla “Famiglia” di via Regia, sulla piazza della chiesa, nel centro di una città termale che ha potenzialità molto forti, pur trovandosi ancora alla ricerca di una propria identità.


OLTRE I CONFINI

Forse l’Italia è sulla strada per ritornare ad essere un paese “normale” all’interno dell’Unione europea. Basta strappi verbali con Bruxelles, minacce di uscire dall’Euro o insulti nei confronti della nuova Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Quest’ultima ha addirittura attribuito a Paolo Gentiloni, la cui candidatura è arrivata in zona Cesarini, la carica di commissario per l’economia. E’ una grande sorpresa che questo compito, prima detenuto dal francese Pierre Moscovici noto per i messaggi severi e preoccupati nei confronti delle temute violazioni del nostro paese alla convergenza economica, vada ora proprio ad un italiano. Certo, i Paesi rigoristi del nord e del centro Europa hanno visto questo coraggioso passo come una sfida alle loro politiche di austerità. Ciò rende ancora più difficile il compito di Paolo Gentiloni che come commissario dovrà rappresentare l’intera Unione e non solo il nostro Paese. Dovrà, in altre parole, vegliare sul rispetto delle regole da parte di tutti i membri dell’UE e fare in modo che l’Italia non sia l’unico Paese deviante dalla linea comune.


Se potesse gettare uno sguardo sull’Unione europea di oggi, Alcide De Gasperi non ne trarrebbe una grande, bella impressione. Nel 65esimo anniversario dalla sua scomparsa, in queste mese a lui dedicato dalla Fondazione trentina, il grande europeista e padre fondatore dell’Unione non troverebbe traccia di un sincero spirito di solidarietà fra gli stati membri, sentimento che era stato alla base del grande disegno di pacificazione all’inizio degli anni ’50.


Qualche giorno fa Papa Francesco ha ricordato la sua visita all’isola di Lampedusa nella quale denunciò “la globalizzazione dell’indifferenza” dal molo dei migranti. Sono passati già sei anni da quell’atto di pietà e ancora sembra di essere nel pieno dell’emergenza, anche se gli sbarchi sono drasticamente diminuiti. Il tema dell’immigrazione è ancora al primo posto nelle priorità del nostro governo. C’è da chiedersi per quale motivo, al di là degli aspetti elettoralistici, i progressi in materia siano stati così scarsi.

Che gli elettori di Istanbul stessero per voltare le spalle a Recep Tayyip Erdogan, proprio nella città in cui aveva iniziato nel 1994 la sua irresistibile ascesa politica, era già parso evidente nel marzo scorso con i 13.000 voti in più attribuiti a Ekren Imamoglu, leader del Partito repubblicano popolare di opposizione.

La mossa del “Sultano” di Ankara, come viene chiamato per dispregio Erdogan, di annullare quelle elezioni non gli ha portato fortuna: questa volta lo scarto a favore di Imamoglu è stato di quasi 800.000 voti. Molti si interrogano sul significato di queste elezioni comunali e sulle possibile conseguenze per il futuro politico del Presidente turco.

on un soprassalto di orgoglio, frutto di una lunghissima esperienza politica, la Cancelliera Angela Merkel è riuscita a rovesciare a proprio vantaggio i giochi delle nomine europee. L’indicazione della sua prediletta, ministro della difesa, Ursula von der Leyen a ricoprire la carica di presidente della Commissione e la contemporanea concessione alla Francia della presidenza della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha rimesso in piedi in un solo colpo l’asse franco-tedesco e ha ribadito il concetto che senza la guida della Germania l’Unione non va da nessuna parte.

PROIEZIONI



Con luglio è ritornato CinemAMoRe che porta sul territorio trentino il meglio dei Festival Archeologico, della Montagna e Religion Today.

OGGI LA PAROLA

Gesù è in cammino verso Gerusalemme, verso quella città dove porterà a compimento la sua missione morendo in croce e risorgendo. Attraversa la Galilea, la Samaria e la Giudea, regioni ostili.


Il primo atto di fede è riconoscere che l’uomo è debole, è lontano dalla perfezione e non può contare solo se stesso, sulla sua intelligenza e le sue intuizioni. L’uomo tuttavia non può durante la sua vita smettere di cercare, di pensare e anche di dubitare; deve farsi delle domande anche se a volte non trova risposte. Chi ha fede rimane sempre un cercatore.


Nel giudizio finale noi saremo giudicati sul nostro farsi o non farsi prossimo, sul nostro aver saputo essere solidali con chi è malato, o povero, o vittima dell’ingiustizia, se abbiamo saputo abbracciare la croce con loro.

La liturgia oggi ci presenta un modo di fare di Dio poco comprensibile per il modo di ragionare di noi uomini. Attraverso tre parabole, Gesù ci presenta un Dio che non guarda ai meriti dei suoi figli, ma alle loro necessità e sofferenze.