#IORESTOACASA

La notizia della morte, ieri all’ospedale di Cles nella sera del giorno dell’Annunciazione , di padre Giorgio Antonino Butterini – quarto cappuccino ucciso in pochi giorni dal coronavirus – ha fatto presto il giro della comunità diocesana, nella quale il biblista e bibliotecario era molto noto ed ha destato impressione negli ambienti culturali trentini.

Anche i burattini vanno in quarantena, in tempi di emergenza nazionale, ma da chi se non da questi personaggi frutto di una fantasia fuori dal comune poteva nascere una risposta creativa in grado di unire e divertire il pubblico nonostante il coronavirus?

Parole e disegni che salgono fino al cielo. È il titolo dell’iniziativa promossa da padre Giorgio Silvestri, priore di San Romedio e parroco dell’Unità Pastorale di Sanzeno Banco e Casez, che ha invitato tutti, bambini e adulti, raccontare con disegni, preghiere e invocazioni, il momento che stiamo vivendo.

Parte “Quarantine Radio”, voce contro il virus, progetto di Opera Universitaria e Sanbaradio per raccontare la quarantena degli universitari

Come stiamo diventando obbligati a restare a casa? Il rallentamento di ritmi frenetici e la sosta forzata possono regalare tempo da dedicare ad altre attività, per esempio leggere e attingere riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per capire come affrontare questa inedita situazione.

È sbarcata domenica 22 marzo a Malpensa la “brigata” di 37 medici e 15 infermieri cubani che con il loro lavoro andranno a supportare gli operatori sanitari dell’ospedale di Crema, travolto dall’emergenza coronavirus.

E’ un gesto significativo e semplice (“una piccola goccia fra le tante”, dicono loro) quello avviato in questi giorni dalle suore canossiane di Trento, note anche per la scuola professionale di alta formazione Centro moda Canossa. Considerata la penuria di dispositivi veri e propri, hanno prodotto delle mascherine non certificate, ma comunque utili, per due case di riposo.

«L’idea – racconta la superiora suor Daniela Rizzardi – ci è arrivata inizialmente da suor Barbara di Drena, in servizio alla Rsa di Dro; lì si sono attivati per confezionare queste mascherine di stoffa, bianca possibilmente, predisposte in modo che all’interno si possa eventualmente inserire un altro tessuto.

La prof che entra idealmente in casa e tutta la classe ben disposta lì, dentro lo schermo sulla scrivania. Lezioni e interrogazioni che non s’interrompono, anzi.

Per raccontare come si continua a studiare nell’emergenza in una scuola trentina (vuota) sentiamo uno dei dirigenti scolastici che si è rivolto subito a ragazzi e genitori in una forma particolare. Paolo Fedrigotti, preside del Collegio Arcivescovile, ha realizzato in casa un videomessaggio inviato giovedì 13 marzo via mail, con i canali social e Whatsapp; non solo un saluto di vicinanza, ma una riflessione sintetica e incisiva (con l’ausilio di alcune parole-chiave in sovrimpressione) per rilanciare il valore “vitale” dello studio anche a distanza.

SALUTE

Il sottosegretario della Cei, don Ivan Maffeis, in un’intervista a Tv2000, interviene sulle conseguenze del coronavirus Covid-19 e esprime un ringraziamento a chi opera in prima linea: infermieri, operatori sanitari, medici.

Scuole e università chiuse in tutt'Italia fino al 15 marzo per contrastare e rallentare l'epidemia di coronavirus. Lo ha stabilito il governo nazionale mercoledì 4 sera. Scuole chiuse anche in Trentino, dove a Cles è stato riscontrato un nuovo caso di Covid-19.

POLITICA e SOCIETA'

Domenica 8 marzo alle 11 a Tenno saranno consegnati al fondo “La violenza non è un destino”, che aiuta le donne vittime di violenza a riprendere in mano la propria vita, i proventi della corsa WIRun 2019.

È un bel traguardo quello raggiunto dall’associazione “Danzare la pace”, i suoi 25 anni di animazione e inclusione internazionale attraverso il ballo, non per fermarsi ma per scoprire nuovi orizzonti, la pace nel vivere quotidiano, quindi nei rapporti tra la gente, improntati a vicinanza e superamento di ogni tipo di pregiudizio.

Venerdì 6 marzo alle 18.30 nei giardini di Piazza Dante a Trento l'Assemblea Antirazzista promuove una manifestazione per i diritti delle persone migranti e dei senza fissa dimora.

Posto occupato (www.postoccupato.org) è una campagna contro la violenza di genere partita da Rometta, in provincia di Messina, nel 2013 per iniziativa di Maria Andaloro. L'obiettivo è quello di sensibilizzare le persone e le comunità nei confronti di un fenomeno, la violenza sulle donne, che rappresenta una vera piaga sociale.

CHIESA

Il liturgista don Giulio Viviani osserva come la Bibbia sia piena di celebrazioni liturgiche, testi e anche indicazioni liturgiche

Con la riforma voluta dal Vaticano II, la Parola di Dio è presente in ogni momento di preghiera in particolare nella celebrazione dei Sacramentitract.

EDITORIALE

Sembra passato un altro secolo, erano poche settimane fa. Quelli colpiti dal virus allora erano ”deceduti” di province lontane, anonimi e distanti. Ora invece sono arrivati anche per noi i giorni del lutto: fra le vittime di quest’infido Covid-19 annoveriamo quasi tutti ormai un volto conosciuto, l’amico di un amico, il punto di riferimento del paese vicino. E allora molto ancora cambia.



Maria di Nazareth, tu che sei stata ai piedi della Croce, insegnaci a “stare” in queste giornate di dura salita verso il picco dell’infezione.

Siamo immersi in un’emergenza che nessuno di noi pensava di vivere. Ci siamo trovati impreparati ad affrontare, più ancora che l’emergenza Coronavirus, l’evidenza della nostra condizione umana, così indifesa, fragile e disarmata.

Queste campane (nella foto di copertina) che annunciano l’ora comune per una preghiera nelle case. La telefonata affettuosa di un amico lontano. Questo giornale che ogni settimana rinnoverà l’appartenenza diocesana. Non mancano, in queste lunghe giornate incupite dai bollettini sanitari, le tracce della certezza evangelica fatta risuonare dall’arcivescovo domenica 8 marzo in una Messa a banchi vuoti. “Coraggio, non siamo soli!” ci ha detto don Lauro, con la voce energica che rimbombava nella cattedrale mai così vuota.

FATTI E OPINIONI

In questa emergenza paghiamo le conseguenze di una politica politicante che ha compromesso la tenuta sostanziale delle nostre istituzioni. Le difficoltà che si incontrano a tutti i livelli per varare una gestione della crisi che nasca da una vera solidarietà nazionale hanno origine nel passato di questa legislatura: un passato che nessuno vuole scordare.


La crisi sarà lunga e difficile. Va programmata una sua gestione che sia all’altezza di questo sommovimento storico che andrà oltre i problemi posti dalla “quarantena” attuale. Un terremoto dei nostri equilibri sociali, già non solidissimi, va evitato ad ogni costo.


Dove stiamo andando? La domanda diventa angosciante nel momento in cui si realizza ormai che l’epidemia di Covid-19 è qualcosa di maledettamente serio. Ci si aggiunge una fiammata di crisi economica globale innescata dalla guerra del petrolio fra Arabia Saudita e Russia.

Si parla di una tregua di fatto che interessa la politica italiana. Al netto di qualche intemperanza comunicativa (ma come pretendere che i lupi oltre al pelo perdano anche il vizio?) l’emergenza per il Covid-19 induce i leader politici a misurare le parole. Mercoledì il premier Conte convoca i capigruppo di maggioranza ed opposizione per dare al paese l’immagine di una politica che nel momento del bisogno sa mettere da parte le polemiche strumentali. Vedremo come andrà a finire.

La politica italiana è piena di strateghi che hanno in mente grandi manovre per ridisegnare il futuro politico del paese. In realtà si tratta di manovrine parlamentari nella peggiore tradizione del trasformismo italiano. Tutto ruota intorno al tema se preservare o no l’attuale governo Conte.

SENTIERI



Da un lato c’è l’antica paura verso ciò che non si conosce, dall’altro la “distrazione” di fronte a tragedie ben più profonde che colpiscono ogni giorno bambini, donne, uomini. Questa è la prima emergenza, ed è “politica” come già ben sapeva il Manzoni, scrivendo di untori e monatti, governatori e cardinali, nel suo romanzo sugli sposi promessi e la peste del 1630. Politica, perché se gli Stati non sanno mantenere la pace (allora c’erano i Lanzichenecchi, oggi i “Contractors” delle potenze l’una contro l’altra armate, qui si diffondono i virus, ma in Siria, in Libia, a Kabul … piovono bombe) è inutile che esse pretendano di gestire soccorsi, medici di base e farmacie.

Due saluti simili, “ni hao” e “ciao”. Fa bene ricordarlo. Come fa bene ricordare che il Trentino ha legami diretti e antichi con la Cina, per il gesuita Martino Martini che la esplorò nel Seicento, e per i grandi sinologhi che la studiarono in epoca recente, come Noemi Stefenelli, che fu lì ambasciatrice, Enrica Collotti Piscel (della storica famiglia di Folgaria) che analizzò il passaggio dal maoismo alla modernità e il sociologo mons. Franco Demarchi.

OLTRE I CONFINI

Ci troviamo a combattere un virus che non rappresenta solo un grave problema sanitario, ma una notevole sfida sul piano economico e sulla sopravvivenza dei nostri valori democratici. Dovremmo tutti mobilitarci, come avviene in queste settimane sul piano sanitario, affinché il futuro del mondo non sia peggiore del presente.



C’è una grande vittima di COVID-19: la politica. O meglio, l’assenza di leader mondiali all’altezza di questa drammatica sfida. Ad uscirne meglio è proprio il nostro paese, che malgrado la novità della situazione da affrontare e le gravissime difficoltà finanziarie con cui è costretto a confrontarsi, è finora riuscito a fronteggiare una crisi di inaspettate dimensioni.

LETTO PER VOI



Nell’anno di Raffaello, Lapis ha dedicato a questo grande artista un libro all’interno della collana “Sì, io sono", che vede i Grandi della Storia quando grandi ancora non erano, protagonisti di storie avvincenti e appassionanti.

Mentre si girano le pagine di “Duello al sole” (Orecchio Acerbo, 2020) di Manuel Marsol sembra di sentire in sottofondo la nota melodia di “Mezzogiorno di fuoco”, uno tra i più classici film western di tutti i tempi. La storia si svolge, infatti, nel deserto del Far West.

Oltre che nella forza e nei significati che Bernard Friot sa dare alle parole, il valore di questo libro sta anche nelle coloratissime immagini di Nicoletta Bertelle. Le grandi pagine le permettono di interpretare con maestria le parole e di giocare con dimensioni e colori vivaci.

PROIEZIONI

I vecchi pensano, dichiarano, organizzano la guerra mandando a morire i giovani. E’sempre stato così:dalla guerra delle guerre, la prima narrata nell’Iliade, alla Grande Guerra del secolo scorso, la prima mondiale.

“1917” il film di Sam Mendes, super favorito della vigilia degli Oscar, ha vinto non a caso tutte le statuette tecniche (miglior sonoro, miglior fotografia e migliori effetti speciali) grazie alla spettacolarità della sua regia. Una regia che esprime come in pochi altri film orrore e bellezza insieme, mettendo in scena l’abbrutimento e la distruzione ambientale della guerra ma anchelo slancio, l’energia dei giovani che vogliono porre fine all’orrore.



Eeccoci qui, come Tom Hanks alias mr. Noland in Castaway, tagliati fuori dallo spazio, alle prese con la dimensione del tempo che non scorre, o forse sì ma noi non siamo in grado di vederlo e di sostenerne il peso.

Ha un respiro molto trentino l’originale e atteso docufilm del giornalista Piero Badaloni proposto domenica 8 marzo da Rai Storia alle 23.30 e proiettato la sera prima al Museo MAXXI di Roma. S’intitola “La lunga marcia” e avrà una prima proiezione trentina (il Servizio Attività Culturali della Provincia ha commissionato il lavoro) nell’ambito della rassegna roveretana “Non solo mimose” (vedi pag.5): giovedì prossimo 12 marzo alle ore 17.30 sarà proiettato alla Sala Conferenze del Mart con la presenza dello stesso autore Piero Badaloni e della storica dell’educazione prof. Paola Dal Toso (docente all’Università di Verona), intervistati dal nostro direttore Diego Andreatta.

OGGI LA PAROLA


L’aiutare chi sta peggio, «è ridotto a buonismo» e se un tempo si poteva assistere «alla globalizzazione della solidarietà» oggi si assiste al dilagare dell’indifferenza, del disinteresse, dell’apatia. Nell’altro è sempre più difficile vedere un fratello; si vede il nemico da combattere.


Oggi è un segno di amore limitare il più possibile l’accesso ai singoli alle chiese! Perché Gesù è oggi più che mai nei sofferenti e in chi difende dalla malattia, nella vita che rinasce e in chi cerca di sconfiggere la morte prematura: in tutto questo Gesù ci guarisce e ci salva.

La Chiesa celebra oggi la festa della presentazione di Gesù al tempio. Quaranta giorni dopo il Natale «quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè», Maria e Giuseppe, due Israeliti pienamente osservanti della legge, si recarono al tempio con Gesù «per presentarlo al Signore». (Lc 2,22) La legge di Mosè (Lv 12,1-8) prescriveva infatti che la donna che aveva partorito un figlio maschio, considerata impura, doveva rimanere confinata in casa per quaranta giorni. (In caso di una femmina il periodo saliva a ottanta giorni.)

IL MONDO CHIAMA TRENTO

La Repubblica Moldova è una delle regioni più povere d'Europa. Nella capitale Chisinau opera da poco più di dieci anni suor Rosetta Benedetti, originaria di Segonzano. La sua congregazione, le Suore della Provvidenza, ha in gestione un centro sociale e pastorale di proprietà della diocesi, rivolto in modo particolare agli anziani, oltre che ai bambini e alla famiglie.



NA fine novembre sì è tenuta anche in Primiero la raccolta di testimonianze sulla missionaria laica uccisa in Burundi nel settembre 1995, nell’ambito dell’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione. Ce ne parla don Ruggero Fattor, che ha lavorato al fianco di Catina.

Mi chiamo Nicoletta, e da 13 anni vivo la mia ‘consacrazione battesimale’ in Ghana. Come battezzata sono inviata a rendere Dio “incontrabile” nella normalità della vita, caratterizzata da lavoro, apostolato biblico nelle comunità rurali e accoglienza di ragazze in difficoltà.

BOLZANO CHIAMA TRENTO

La lettera pastorale del vescovo Muser indica quattro sfide per l’Alto Adige che diventano ancor più pressanti in tempi di coronavirus: la solitudine, l’emergenza casa, il fenomeno migratorio, il prenderci cura e assistere le persone (lo si vede particolarmente in queste strane settimane).


Il fatto che ogni anno, l’8 di marzo, torni a celebrarsi la Giornata internazionale delle donne ci dice una cosa chiara e inequivocabile: ancora non ci siamo. La posizione, il ruolo, la dignità della donna nella nostra società non sono quelli che dovrebbero essere.


24 febbraio 1945. Sono passati 75 anni dalla mattina in cui, alla stazione di Erlangen, in un vagone bestiame, il corpo di Josef Mayr-Nusser fu rinvenuto esanime. Il viaggio del treno che lo avrebbe dovuto consegnare agli aguzzini del campo di Dachau era cominciato ai primi del mese a Danzica...

Proprio nei giorni dedicati alla memoria dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, papa Francesco ha pubblicato il suo messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, dedicato a come la memoria si traduce in narrazione. E il 24 gennaio, ricorrenza di san Francesco di Sales, il vescovo altoatesino Ivo Muser ha ripreso questi temi nel suo tradizionale incontro con gli operatori della stampa.

È uso a Merano che in occasione della Giornata della Memoria i rappresentanti del Comune si ritrovino per una cerimonia di commemorazione presso il muro dell’ex campo satellite del lager di Bolzano. Lo faranno anche fra qualche giorno, alle 12 del 27 dicembre.

ORTO E GIARDINO

Spesso le varietà di fagioli sono legate ad aree geografiche precise, evidenziate anche dalla loro denominazione geografica. Chi, ad esempio apprezza varianti di grosse dimensioni può gustare i fagioli di “Spagna” dal sapore delicato e polpa tenera e carnosa .


Le piante rampicanti hanno ramificazioni lunghe e flessibili e hanno quindi bisogno di sostegni per espandersi in alto.


Il terreno è “in tempera” quando la sua umidità è tale che ne rende facile il suo sbriciolamento tra le zolle: in questo caso la lavorazione (aratura, fresatura, vangatura) raggiungono il miglior risultato possibile richiedendo il minimo di energia.

Il sedano rapa richiede terreno fertile, soffice, organico, drenato, a reazione neutra ed esposizione soleggiata.