È una generazione in bilico, quella dei “millennians”, i nati nei primi anni ottanta e primi anni novanta: l’Italia registra, infatti, la quota maggiore in Europa di chi non studia più, ma ancora non lavora. A dire questo è il Rapporto sulla condizione giovanile in Italia, curato dall’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica, un percorso nell’universo giovanile, che prende in esame la dimensione educativa e sociale, insieme al mondo del lavoro.

Accanto alla cronaca molto dettagliata, con i commenti di Paolo VI, dei presidenti Saragat e Nixon, si trovano in pagina anche un commento dal titolo “Una nuova era” e l’editoriale dal titolo Dio e umanità che riportiamo integralmente. Anche se non firmato, è da attribuire a don Vittorio Cristelli che aveva assunto da poco più di un anno la direzione al posto di mons. Giulio Delugan.

Cordoglio nel mondo dell’Università e della ricerca per l’improvvisa scomparsa a 79 anni nella sua casa di Povo di Renzo Leonardi, fisico di fama internazionale e professore emerito.

Il tema delle autonomie regionali torna ad infiammarsi. Non è una novità, ma una delle tormentate tappe del regionalismo in Italia. Oggi sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna a chiedere a gran voce autonomia, non senza reazioni contrarie in nome dell’unità del Paese.

“Quello che non va è che da un giorno all’altro si cancelli lo 0,25% del bilancio destinato alla cooperazione internazionale da un’apposita legge, che ben rappresenta il grado di civiltà di un territorio e l’anima della solidarietà trentina, e si abbattano da subito i contributi. Mettendo immediatamente in difficoltà tante realtà; penso, ad esempio, a tutte quelle parrocchie che aiutano i missionari in molte parti del mondo e che se andrà così non potranno più venire incontro alle esigenze primarie delle popolazioni locali, a migliaia di persone in difficoltà

Dall’Amazzonia, dalla Colombia, dal Mozambico, dal Messico, dalla Patagonia, dal Ciad, dall’Etiopia, da Cuba. E ancora: da Papua Nuova Guinea, dalla Tanzanìa, dalla Bolivia. Sono le terre di provenienza delle missionarie e dei missionari - in vacanza in Trentino- che si sono incontrati giovedì 4 luglio al Seminario.

Sabato 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, nella chiesetta di Sorni, suo paese natale, dove 70 anni fa celebrò la sua prima Messa, don Ettore Facchinelli, classe 1925, ha festeggiato con i suoi parenti il 70° di sacerdozio.

Don Remo Dorigatti, classe 1928, è morto nella notte di lunedì 8 luglio nella Casa del Clero, a Trento. E' sempre stato parroco a Mala, all’inizio della Val dei Mocheni, dal 1962 al 2015.

Nuovo vescovo di Trevico è don Michele Tomasi, docente di dottrina cristiana anche a Trento. “Ottima scelta” ha detto il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser.

Le parole di Papa Francesco alla Messa celebrata l'8 luglio nella basilica di San Pietro in occasione del sesto anniversario della visita di Bergoglio a Lampedusa. Presenti circa 250 persone, tra migranti e operatori.

La gara trentina che dà il nome alla tre giorni sarà tappa, così come la cronometro di Cavedine, dell'UCI Gran Fondo World Series. Attesi ancora una volta più di 2.500 corridori. “Oggi il ciclismo è lo sport più commercializzato sui mercati d'intermediazione internazionale del turismo verso l'Italia, coprendo ben il 35% del totale. Ed il cicloturismo, che - secondo le rilevazioni dell'ENIT -

Nemmeno la tempesta Vaia abbattutasi sul Trentino lo scorso autunno ha portato all'annullamento della manifestazione podistica. Confermati, con qualche leggera modifica, i tre spettacolari percorsi di diversa lunghezza e difficoltà. “Anche se Primiero è stato uno dei territori più colpiti dalla tempesta Vaia abbattutasi sul Trentino lo scorso 29 ottobre, ci siamo subito rimboccati le

EDITORIALE

Quella distesa pietrosa e arida, deludente ai nostri occhi di bambini, “camminata” per la prima volta da un uomo 50 anni fa, ci avvicinò inconsapevolmente ad un’immagine scaturita nei primi secoli dai Padri d’Oriente e d’Occidente: “Come la luna, la Chiesa non splende di luce propria, ma vive nel mondo come riflesso di Cristo”.

Il nostro Arcivescovo Lauro in un capitolo della sua recente lettera “Come goccia” attinge alla sapienza dei Padri per metterci in guardia dal “tragico errore” di pensare di essere noi, come Chiesa, il sole.


Il tempo del gioco, apparentemente inutile, è un tempo nel quale accadono cose nuove sotto nuove forme. Impariamo chi siamo. Papa Francesco racconta che, confessando i papà, chiede loro se giocano con i loro figli. Tanti valori, passano anche di lì.


Sia nell’omelia del 26 giugno in cui ha ripreso la provocazione di San Vigilio a “svelare il nome del Dio ignoto”, sia nella sua quarta Lettera alla Comunità trentina “Come goccia”, mons. Lauro Tisi ha voluto mettere al centro il falegname di Nazareth, “il nostro Dio con i calli sulle mani”, che affronta dure giornate di lavoro e impara a vivere dentro un ambiente familiare fatto di quotidianità e di festa.

E noi? Siamo uomini e donne capaci di ascoltare quanto ci dice la vita, “mai sazi di cercare, abitati dal silenzio”, liberi perché “liberati anche dalla maledizione dell’utile”?

“Se esame deve essere” (la Costituzione lo richiama come necessario) sia depurato da “novità a tutti i costi”, schematismi e burocrazie e rimetta al centro la persona, il sapere, la conoscenza critica..

L’ibrido è parte integrante di queste comunità, non può essere riassorbito, neutralizzato. Ѐ giudicato risorsa o impurità. Suscita convivenza o intolleranza. Apre un orizzonte nuovo o spinge a erigere barricate.

FATTI E OPINIONI

Il risultato è che tutto si riduce ad una zuffa fra fan dell’una e dell’altra soluzione, mirata solo ad ottenere un dividendo elettorale da qualcuna delle corporazioni in campo.



Non si sa cosa pensare delle continue schermaglie fra Salvini e Di Maio, intervallate da riappacificazioni per mettere in difficoltà Conte. Se sono solo sceneggiate per tenere il centro della scena, sono uno spettacolo triste e poco responsabile.

Al momento neppure il PD a guida Zingaretti sembra capace di far convivere una decisa svolta progettuale che rompa con gli schematismi delle sue vecchie ideologie con una strategia politica coraggiosa di fronte alle scadenze elettorali che si troverà davanti in autunno.

Sono passati anche i ballottaggi e dunque la grande tornata elettorale dovrebbe essersi chiusa. Ci sono ancora scampoli: elezioni comunali in Sardegna nella prossimasettimana, poi le regionali in Emilia Romagna e Calabria nel tardo autunno (ammesso che non le posticipino un po’). Resta ovviamente l’incognita di un possibile scioglimento anticipato della legislatura che al momento viene respinto da Conte, Salvini e Di Maio.

PAROLE CHIAVE

Perfino Gesù non sapeva in quanto uomo, o non voleva sapere o non voleva dire la data. Oggi ben più di Lui possiamo addirittura sceglierla la data, anche quasi senza pensarci. Stiamo scrivendola, tra una bottiglietta e l'altra, sulle isole di plastica degli oceani...


Caro padre Livio, sono andata in una chiesa dove si celebra col rito antico. Mi ha colpito il senso del Sacro e del Mistero che il rito trasmette. Un po' come nelle chiese ortodosse o di fronte alle icone russe. Purtroppo in certe nostre Messe prevale lo stile assemblea di condominio.


Densa dinastia quella dei Fratelli Maggiori, ampiamente reclutata tra farisei, proconsoli, clienti, feudatari, vassalli, servi della gleba, nobili, latifondisti, colonizzatori, clericali attivi e passivi, burocrati, camerati e compagni, sovranisti e populisti, maschilisti, capitalisti e ogni altra categoria di individualisti di massa (salvo errori e abbondanti omissioni).

Sembra sia stata rinvenuta in una grotta di Qumram questa lettera del figlio scialacquatore al Padre dal cuore troppo grande.

Il Muro esercita un'attrattiva irresistibile. Basta pensare a cosa significano le mura domestiche. Calore, protezione, sicurezza, riferimento, relazioni. Ma oggi l'interesse politico si rivolge verso mura rettilinee con funzione divisoria: "Noi di qua e voi fuori".

SENTIERI


Ecco, allora, la ritrovata funzione delle Albere (il cui nome resta legato alla stagione forse più felice delle grandi esposizioni) quella di completare la scienza con l’arte. Il palazzo madruzziano potrebbe poi essere ampliato in una proiezione di spazi, dal restauro – necessario – delle scuderie rinascimentali orami ridotte a ruderi accanto al cimitero.


Va ripristinata, a nostro avviso una continuità di presenze e competenze umane, di professionalità e di servizi nei paesi e nelle valli. E va posta fine alla sciagurata pratica degli appalti, generatori solo di precariato, di provvisorietà, di frustrazioni e rancori. Tornino i Comuni, gli Enti, a impegnarsi in prima persona.

OLTRE I CONFINI

Che gli elettori di Istanbul stessero per voltare le spalle a Recep Tayyip Erdogan, proprio nella città in cui aveva iniziato nel 1994 la sua irresistibile ascesa politica, era già parso evidente nel marzo scorso con i 13.000 voti in più attribuiti a Ekren Imamoglu, leader del Partito repubblicano popolare di opposizione.

La mossa del “Sultano” di Ankara, come viene chiamato per dispregio Erdogan, di annullare quelle elezioni non gli ha portato fortuna: questa volta lo scarto a favore di Imamoglu è stato di quasi 800.000 voti. Molti si interrogano sul significato di queste elezioni comunali e sulle possibile conseguenze per il futuro politico del Presidente turco.


on un soprassalto di orgoglio, frutto di una lunghissima esperienza politica, la Cancelliera Angela Merkel è riuscita a rovesciare a proprio vantaggio i giochi delle nomine europee. L’indicazione della sua prediletta, ministro della difesa, Ursula von der Leyen a ricoprire la carica di presidente della Commissione e la contemporanea concessione alla Francia della presidenza della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha rimesso in piedi in un solo colpo l’asse franco-tedesco e ha ribadito il concetto che senza la guida della Germania l’Unione non va da nessuna parte.


Venti di guerra intorno allo Stretto di Hormuz, quei 30 km di mare che separano l’Iran ad est e gli Emirati Arabi e l’Oman ad Ovest. In quest’ultimo mese ben sei petroliere di varia nazionalità sono state colpite da missili o da mine piazzate da qualche misterioso provocatore..

Avremo bisogno quindi della maggiore possibile coesione dei partiti pro-europei per combattere questi segnali di ritorno ad un passato che pensavamo sepolto. Ma soprattutto, dovremo riuscire a nominare al vertice delle istituzioni europee grandi leader in grado di ridare forza e speranza ad un’Unione oggi quasi rassegnata.

DOMANDE DI VITA


Se sempre più spesso attraggono individui o famiglie che con il cammino delle parrocchie hanno poca o nessuna dimestichezza, ciò responsabilizza ancor più i santuari a qualificare al meglio il loro servizio, che è proposta di Vangelo in quelle modalità variegate di linguaggio alle quali l’uomo contemporaneo è ancora recettivo, e attraverso quelle iniziative che incontrano ancora la sua sensibilità.sas.


La Chiesa non è al passo con le esigenze dei giovani… quali giovani? Quali risposte dà ai molti giovani cristiani che scappano dalla persecuzione o dalla guerra, che cercano una vita migliore altrove? Quali risposte per quei giovani che il nostro mondo lascia senza lavoro, senza identità culturale, senza sicurezza?

OGGI LA PAROLA


Ogni credente, ogni battezzato sa di essere mandato, di essere operaio per la messe del Signore. Anche oggi Gesù invita a non attardarsi, a non fermarsi, a inseguire l’obiettivo senza perdere tempo, ad andare con determinazione fino in fondo.


È una tentazione sempre attuale: difendere Gesù con i roghi, esportare valori e democrazia con la guerra o con il terrorismo. Ma Gesù «si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.» (Lc. 9, 55 – 56).

Il Dio in tre persone ci parla del valore della relazione: Dio è relazione, è amore e quindi ha bisogno di uscire da sé, di incontrare altri, non di restare solo nel suo cielo magari per dimostrare la sua potenza. Questo Dio ci racconta da subito «il valore della differenza».

Sono convinto che tutti i credenti sono soggetti attivi e corresponsabili nella vita della, chiesa e del mondo perché hanno ricevuto lo Spirito santoLe nostre parrocchie si impegnano a diventare luoghi di culture e di lingue differenti che sanno ascoltarsi?