Stretti stretti, vicini vicini…

La chioma dei grandi alberi offre riparo da certi parassiti

E' normale, un'eccezione in questi mesi di mezza estate per gli scherzi del tempo, vedere sotto il sole pecore, capre, cavalli ed anche bovine al pascolo riunirsi, sul mezzogiorno, sotto il solleone, sotto la chioma di un grande albero e nei luoghi privi di vegetazione all'aperto ed accovacciarsi uno accanto altro stretti stretti? La domanda che viene naturale è: ma non muoiono dal caldo posizionati così? “Assolutamente no – è la risposta del veterinario Giuseppe Pallante – perché allora nessuno si alzerebbe da terra per riprendere la pastura poco prima del tramonto del sole alla prima frescura”. Ma ci sono ragioni diverse per queste forme di aggregazione sociale da parte degli animali. Pallante spiega che il fenomeno va analizzato sulla base dell'esperienza in assenza di analisi scientifiche. Ci sono animali che si aggregano nel periodo del riposo ed altri che agiscono secondo la loro individualità, animali che cercano l'ombra ed altri il sole. In questi comportamenti va ravvisata anzitutto una tendenza alla difesa contro i parassiti, molti dei quali entrano in azione a seconda delle condizioni meteo e dei gradi della temperatura. Insieme, stretti stretti riducono ad esempio l'area per l'azione di aggressione dei tafani, delle zecche, delle mosche e nelle zone umide dei simulidi, gli aggressivi e minuscoli moscerini, tre millimetri di lunghezza, che si muovono in sciami. Possono attaccare anche l'uomo procurando con le loro punture reazioni cutanee di natura allergica, quali eritemi e orticarie e negli animali da stalla anche grosse reazioni anafilattiche con effetti letali per shock anafilattico, collasso cardiaco e respiratorio. L'aggressività nasce dall'esigenza, per le femmine, che possono deporre fino a 600 uova, dell'apporto proteico di un pasto di sangue per la maturazione delle uova. In Trentino Alto adige i simulidi sono noti col nome di “mosolini” in Veneto con quello di “mussati”.

Sui pascoli alpini vige fra gli animali l'istinto, prosegue il veterinario Pallante, del riconoscimento sociale di stalla, fra soggetti cioè dello stesso allevamento. Stanno vicini fra loro, mentre vanno alla ricerca dell'erba e anche mentre ruminano. I cavalli possono essere spinti all'aggregazione dal fatto che la loro pelle è sottilissima e permette forti sudorazioni che aumentano stando attaccati mediante la fuoriuscita di acqua che può portare benessere all'animale, quasi una frescura per la successiva evaporazione provocata dai raggi solari.

Le pecore scelgono di solito l'ombra o il sole a seconda dei parassiti presenti in una determinata zona. Il sole cocente si dimostra quale deterrente per certe specie, così come l'ombra per altre.

I bruschi movimenti degli animali e il loro ripararsi fra i cespugli rappresentano il segnale contro le fastidiose punture di mosche e tafani che cercano di togliersi di dosso sfregando il corpo contro gli arbusti.

L’estate che stiamo vivendo rappresenta una stagione propizia soprattutto per i simulidi che per il loro ciclo riproduttivo hanno bisogno di acqua.

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