ACLI, il patronato… raddoppia

Settant'anni fa Achille Grandi fondava a Roma il movimento delle ACLI che in pochi anni si sarebbe sviluppato su tutto il territorio nazionale. A Trento arrivò il 10 marzo 1946 con l'apertura della prima sede in via S. Pietro, per espandersi rapidamente nei principali centri delle valli, fino a contare i 16 centri operativi di oggi.

E arrivò anche a Pergine, trovando spazio nell'edificio della parrocchia accanto all'oratorio, famoso allora per il bar popolarmente chiamato il “bar delle bale sante”. Nel 1998 gli uffici si trasferirono in piazza Serra, grazie alla collaborazione della Cassa Rurale che aveva acquistato un edificio per le sue esigenze, lasciando alle ACLI parte del primo piano. La crescita dei servizi e degli utenti ha reso insufficienti gli spazi di piazza Serra, suggerendo agli amministratori l'opportunità di individuare una sede più grande. E domenica sono stati inaugurati i nuovi uffici, ricavati nel ristrutturato condominio “Rosetta”, all'angolo tra viale degli Alpini e Via Regensburger.

Un riavvicinamento alle origini, fisicamente, ma anche un rilancio di quei valori che avevano portato allora alla nascita del movimento ed un ulteriore miglioramento dei servizi a favore della comunità. Una decisione opportuna, anche se non facile per il periodo di crisi che stiamo vivendo. Anche perché, non ha mancato di sottolineare il presidente del Patronato Luca Oliver, ci siamo trovati nell'ultimo periodo di fronte a possibili decisioni nazionali catastrofiche per gli enti di patronato, con una legge di stabilità che prevedeva un'autentica ghigliottina per i patronati. Il che sarebbe significato una batosta per i cittadini più deboli, costretti a rivolgersi ai patronati per l'applicazione di leggi complesse e spesso contraddittorie, che non danno la sicurezza del diritto. Fortunatamente il pericolo è stato superato, grazie alla mobilitazione in massa dei cittadini ed all'intervento convinto in sede legislativa di alcuni politici che hanno operato concretamente per rivedere la norma, consentendo anche alle ACLI di tirare un grosso respiro di sollievo.

Un'inaugurazione quindi ancor più festosa, con l'apprezzamento e l'augurio dei rappresentanti di tutte le istituzioni: il sindaco Oss Emer, il presidente della Comunità Dallapiccola, l'assessora regionale Plotegher, il senatore Panizza, il vicepresidente provinciale ACLI Fabio Pizzi che ha sottolineato in particolare la fiducia e la speranza che emergono dal momento inaugurale, il parroco don Antonio che ha portato la benedizione.

La nuova sede occupa l'intero primo piano della palazzina “Fioretta” circa 250 metri quadrati, vale a dire il doppio della sede di piazza Serra. Un ampliamento che è servito soprattutto a creare gli spazi per un servizio migliore a favore degli utenti, con piccoli uffici personalizzati, sala aspetto adeguata, rispetto totale della privacy. I dipendenti fissi restano tre, più altri che intervengono nei momenti di maggior necessità. Dalle loro mani passano circa 30 mila pratiche all'anno (seconda dopo la sede di Trento). Una mole enorme di lavoro che conferma, se ce ne fosse bisogno, l'indispensabilità di questo servizio, cui fanno capo gli oltre 53 mila abitanti dei 18 comuni dell'Alta Valsugana.

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