Le confische

Esistono tre diverse categorie di beni confiscati: i beni immobili (appartamenti, ville e terreni), i beni aziendali (per i quali va fatto un discorso a parte), i beni mobili (cioè mezzi di trasporto, titoli e denaro, di norma finalizzato alla gestione attiva di altri beni confiscati).

I beni immobili hanno un alto valore simbolico perché rappresentano in modo concreto il potere che il boss può esercitare sul territorio che lo circonda. Dopo il sequestro e l'effettiva confisca del bene (processo che può richiedere anche alcuni anni) lo Stato può decidere di trasferirlo al patrimonio del Comune nel quale insiste. L'ente locale potrà poi amministrarlo direttamente o assegnarlo a titolo gratuito ad associazioni, cooperative e organizzazioni di volontariato. Libera, quindi, non gestisce direttamente i beni confiscati, ma promuove, in collaborazione con l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e i Comuni, i percorsi di riutilizzo sociale dei beni (dando effettiva applicazione alla legge 109/96).

In uno dei seminari organizzati il 21 marzo a Bologna, Francesco Menditto (Procuratore della Repubblica di Lanciano) ha illustrato la situazione delle confische. In totale possiamo parlare di 60.000 beni immobili (arrotondati per difetto): un quarto confiscati definitivamente e già riutilizzati; un quarto sequestrati e in fase di procedimento per la confisca; un quarto stati sequestrati ma poi restituiti; e un quarto in attesa che i giudici esaminino le richieste del pubblico ministero.

In ambito di confisca e riutilizzo dei patrimoni mafiosi sono stati fatti passi in avanti, ma sono ancora molte la sfide aperte. Si sta attivando un movimento importante di riforma normativa della gestione, la prevenzione e il riutilizzo dei beni confiscati, volto soprattutto ad inserire nella legge la confisca ai corrotti e agli evasori fiscali (cosa che in alcune parti d’Italia, grazie all’interpretazione della norma da parte dei giudici, è già avvenuta) e per apportare le dovute migliorie volte a superare i blocchi e le lungaggini nell’applicazione.

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