Sanità, la ricetta di slow medicine contro gli sprechi

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In Trentino si prescrivono troppe analisi ed esami diagnostici che in alcuni casi non sono indispensabili ma sono solo spreco di tempo e denaro.  E’ quanto emerso, in estrema sintesi,  ieri dalle relazioni al convegno “Buona sanità, con meno risorse”.    

Una sfida possibile secondo Antonio Bonaldi, presidente di Slow Medicine, un movimento nato per una medicina sobria, rispettosa, giusta – che va “in direzione opposta alla cultura prevalente del consumismo in medicina e più sostenibile per il Sistema sanitario nazionale e l’ambiente.

”. Ma per farlo è  necessario ricorrere a nuovi paradigmi culturali e metodologici – ha spiegato Bonaldi nel suo intervento –  puntando molto su un rapporto nuovo e più maturo tra medico e paziente”.  Il modello della Slow Medicine  è stato inserito anche nel piano della salute decennale provinciale  che deve fare i conti nei prossimi due anni con 60 milioni di euro in meno .

La domanda di fondo è: siamo davvero sicuri che più esami facciamo, più godiamo di buona salute?   

Nicola Paoli, vice presidente dell’ordine dei medici provinciale e segretario della Cisl per la categoria (Ascolta audio qui sotto)    

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