“Solleviamo i nostri passi”

80 km a piedi, un cammino “in cordata” attraverso la Toscana. L'esperienza di un gruppo di giovani trentini del decanato di Mori

Un moschettone consegnato ad ognuno all'inizio del cammino e un diario di viaggio, che passando di mano in mano, giorno dopo giorno, ha raccolto, custodendoli, pensieri e riflessioni da condividere lungo il percorso.

Sono i simboli che hanno accompagnato l'esperienza di un gruppo di giovani trentini che dal 17 al 23 agosto ha percorso a piedi circa 80 km attraverso le province di Firenze, Lucca e Pisa, per poi concludere una settimana intensa e ricca di momenti significativi raggiungendo Viareggio.

A fare da filo conduttore alla proposta organizzata già da qualche anno dalla Pastorale giovanile del decanato di Mori uno slogan semplice ma dalle molteplici letture – "4UP"- che nella traduzione letterale indicava i destinatari a cui si rivolgeva – per ragazzi dai 16 anni in poi – alludendo però anche all'aspirazione a "elevarsi", staccandosi da abitudini e ritmi consolidati per immergersi in un tempo in cui accorgersi che è possibile "tenersi su", sollevandosi e sostenendosi a vicenda nelle difficoltà che si incontrano stando sulla strada, metafora della vita.

Non a caso il moschettone suggerisce l'idea di una cordata in cui l'attenzione ai compagni permette di approfondire la conoscenza reciproca, facendo spazio a nuove consapevolezze, mentre la salita che affronti insieme è un invito ad allargare gli orizzonti e alla condivisione autentica, come conferma Viviana Passerini che ha organizzato il cammino insieme a don Lorenzo Iori e Irene Martinelli.

"Ho partecipato a molti campeggi, ma era la prima volta che sperimentavo un campo itinerante e l'aspetto che mi ha colpito di più è stato vivere quell'essenzialità che ti aiuta a riscoprire l'importanza delle relazioni e il valore delle cose", racconta Viviana, da aprile impegnata nell'anno di servizio civile presso l'Associazione Noi Trento.

Dal Trentino alla Toscana, dalle montagne al mare: il gruppo composto da una quindicina di ragazzi e ragazze dai 16 ai 30 anni, è partito da Mori con due pullmini arrivando a Ponte a Cappiano, in provincia di Firenze. Lì è iniziato il cammino che, attraverso varie tappe e su tipi diversi di strada – asfaltata, sterrata, in mezzo al bosco, pianeggiante sulla via Francigena e poi in salita, sui monti pisani, fino ad arrivare in spiaggia – li ha condotti ad Altopascio, Lucca, S. Giulia, Pisa e Viareggio.

"Mentre cammini, ascolti di più te stesso e gli altri, hai la possibilità di lasciar emergere chi sei, conoscendo al tempo stesso la persona che è al tuo fianco, in semplicità. Prima di partire, ci si organizza, ma quando ti metti in viaggio non è scontato che tutto vada secondo la tabella di marcia, è importante essere capaci di adattarsi alle circostanze, e il cammino ti insegna anche ad accogliere gli imprevisti".

Ogni mattina veniva consegnato lo spunto per la riflessione personale tratto da un salmo o da un brano del Vangelo dedicato al tema della giornata e numerose testimonianze hanno impreziosito le giornate del gruppo. A Lucca i trentini sono stati accolti nella Casa S. Francesco, comunità per ex-detenuti dove il responsabile dei volontari ha offerto una panoramica della situazione dei carcerati in Italia e alcuni giovani hanno raccontato la loro storia di rinascita, mentre a S. Lucia si sono fermati due giorni in una canonica dove sta partendo un progetto di comunità per giovani guidati dal parroco don Alberto Marchesi, collaborando alle attività necessarie all'autofinanziamento e alla raccolta fondi per sostenere l'Associazione Mato Grosso e le missioni in Perù.

"A Pisa siamo stati ospitati dai Frati minori di S. Croce e abbiamo incontrato alcuni ragazzi usciti dalla comunità di S. Patrignano ascoltando anche la testimonianza di due mamme – prosegue Viviana – mentre a Viareggio il percorso si è concluso visitando la Casa famiglia per persone disabili gestita dai volontari dell'oratorio e con la veglia celebrata da don Lorenzo".

"4UP" è un invito a partire che vale sempre, ovunque ci si trovi: "Mi ha colpito la capacità di tutti di partire spogliandosi delle proprie comodità e dalla perenne connessione con il mondo garantita dai cellulari, rimasti spenti – conclude la giovane -. Per me è stata un'esperienza di affidamento e la consiglio: prendersi del tempo per sé e per stare con l'altro vivendo l'autenticità del legame aiuta a ricalibrare la nostra scala di valori".

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