Abusi sui minori, l’Assemblea dei vescovi propone la “via italiana”

La “via italiana” alla lotta degli abusi su minori nella Chiesa è stata presentata nell’ultima Assemblea dei vescovi

“Quella che abbiamo scelto in questa assemblea è la strada italiana nella lotta agli abusi: è un passaggio ulteriore che comporta cinque linee di azione, a partire dalla volontà di rafforzare la rete dei Servizi diocesani per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e dei Centri di ascolto”.

Il neo-presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha spiegato così l’idea della “via italiana” alla lotta al fenomeno degli abusi su minori e sulle persone vulnerabili all’interno della Chiesa cattolica.

L’ultima assemblea dei vescovi italiani, tenutasi tra il 23 e il 27 maggio, ha affrontato anche le cinque linee di azione per implementare la prevenzione degli abusi. Si parla di potenziare la rete dei referenti diocesani (con i relativi Servizi di tutela dei minori e delle persone vulnerabili), implementare la costituzione di Centri di ascolto (che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane), editare entro il 18 novembre prossimo un primo Report nazionale sulle attività di prevenzione e sui casi di abuso segnalati o denunciati dalla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni, ma anche di coinvolgere istituti di ricerca indipendenti e di collaborare con le istituzioni pubbliche.

I vescovi si sono poi soffermati su alcune questioni fondamentali per la vita della comunità ecclesiale e della società; degli spunti che sono stati offerti dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente uscente della Cei, nell’introduzione dell’Assemblea. Le questioni sono l’educazione dei giovani, l’importanza delle aree interne del Paese, la sofferenza delle famiglie e delle aziende provate dall’aumento dei prezzi, la guerra e l’unificazione delle diocesi.

Uno spazio ampio è stato dedicato anche al Cammino sinodale: grazie al confronto nei gruppi sinodali e al contributo offerto dai 32 referenti diocesani, sono stati individuati alcuni snodi pastorali prioritari sui quali condurre il secondo anno di ascolto, sempre con metodo narrativo.

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