Dopo cinque giornate di confronto, circa 18 mila emendamenti presentati e una lunga trattativa tra Giunta, maggioranza e minoranze, si è chiusa con 20 voti a favore e 13 contrari la maratona del Consiglio provinciale dedicata all’approvazione dell’assestamento di bilancio.
Tra gli interventi entrati nel provvedimento a seguito delle trattative intercorse, che si aggiungono a quelli che erano già stati previsti all’interno del testo presentato dalla Giunta, figurano nuove misure per la casa: contributi estesi anche alla costruzione della prima abitazione, possibilità di destinare alloggi ITEA non richiesti al personale sanitario e agli altri lavoratori dei servizi pubblici, finanziamento degli sportelli casa e superamento dell’interruzione annuale del contributo integrativo all’affitto.
Sul fronte sanitario e sociale sono state introdotte le “culle per la vita”, insieme a campagne informative sul parto in anonimato e alla tutela dei neonati non riconosciuti. Approvate anche misure per le farmacie di prossimità, il sostegno all’acquisto di strumenti musicali e maggiori risorse per il personale sanitario.
Un capitolo rilevante riguarda il lavoro e i servizi pubblici. Per Trentino Trasporti sono previste risorse finalizzate a rendere più attrattive le assunzioni, adeguare le retribuzioni e favorire il progressivo rientro in azienda di servizi oggi esternalizzati. Tre milioni di euro sono stati destinati al sostegno all’occupazione, mentre ulteriori fondi andranno a cultura, tutela del paesaggio e recupero ambientale.
Approvato anche il Piano per la depavimentazione e la rinaturalizzazione urbana, volto a ridurre le isole di calore, aumentare la permeabilità dei suoli e limitare gli allagamenti. Via libera inoltre agli indennizzi per gli investimenti nelle aree colpite da eventi franosi e alla procedura semplificata per i piccoli intrattenimenti musicali nelle attività enoturistiche.
Nelle dichiarazioni di voto la maggioranza ha difeso una manovra capace di sostenere investimenti, welfare e sviluppo. Le minoranze hanno rivendicato il risultato della propria “micro-manovra”, riconoscendo il clima positivo della trattativa, ma confermando un giudizio negativo sulle priorità complessive del bilancio.