Un’attesa vuota opprime, ma se è riempita di vita…

Gli albi illustrati sono per tutti, non solo per i bambini. Alcuni si rivolgono più ai grandi, che ai piccoli. “L’attesa” (Federica Ortolan, Cecilia Ferri, Kite) è uno di questi. La storia racconta di una signora che, stanca di tutto, aspetta che arrivi. Il testo non dice che cosa aspetta, né che cosa dovrebbe arrivare, ma, dall’età della donna suggerita dalle illustrazioni, il lettore intuisce che si tratta della morte. La donna aspetta ogni giorno, con tranquillità e rassegnazione, che “lei” bussi alla porta, perché sa che è così che succede. Nell’attesa, però, qualcosa cambia. Qualcuno, in effetti, bussa alla sua porta, ma chi si presenta sull’uscio è sempre qualcuno di inaspettato: una bambina che ha perso la palla, un ragazzo che vuole pulirle il camino, un gruppo di musicanti… Di giorno in giorno l’attesa si trasforma e la signora continua ad aprire, lasciandosi stupire ogni volta che bussa qualcuno, ma senza più aspettare rassegnata.

Federica Ortolan racconta una storia potente e delicata che parla di morte, di solitudine, di vita, di speranza e di consapevolezza. Proposto ai ragazzini della scuola primaria questo libro può avere un suo valore, perché tutti i temi li possono interessare. Il suo potenziale maggiore, però, è, sicuramente per adolescenti e adulti, per chi può sentirsi stanco, annoiato, insoddisfatto o scontento. L’attesa

fatta di vuoto è cupa e opprimente, ma se riempita di vita, di interessi, di emozioni e di pensieri, non pesa e spinge a reagire, a continuare a vivere e non a lasciarsi vivere.

Un libro elegante e poetico nel testo quanto nelle illustrazioni di Cecilia Ferri, entrambi delicati ma, allo stesso tempo, pieni di vita. Un albo illustrato tecnicamente perfetto in cui la narrazione del testo si completa con le illustrazioni e viceversa. Un libro suggestivo fin dalla copertina molto evocativa che contiene un piccolo gioiello dall’atmosfera avvolgente. Un libro da leggere e rileggere nei momenti in cui sembra che nulla valga più la pena, un invito ad essere protagonisti dei propri giorni, a godere del qui e ora e a non aspettare sempre che qualcosa succeda.

vitaTrentina
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