Oltre 200 richieste al Centro per la giustizia riparativa del Trentino-Alto Adige

Nasce ufficialmente il Centro per la Giustizia Riparativa del Trentino-Alto Adige: oltre 200 richieste e 70 percorsi già conclusi.

La giustizia riparativa è una forma d’intervento che consente alla vittima, alla persona indicata come autore dell’offesa e ai membri della comunità di partecipare liberamente, in modo attivo e con l’aiuto di mediatori esperti, alla risoluzione delle questioni derivanti da un reato. In occasione del convegno “Giustizia riparativa e sistema penale: fondamenti, esperienze e prospettive”, tenutosi venerdì 25 settembre nella Sala di rappresentanza del Consiglio regionale a Trento, è stato ufficialmente presentato il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa del distretto di Corte d’Appello di Trento.

“Questo convegno segna un punto d’arrivo, ma allo stesso tempo un punto di partenza – ha detto il presidente della Regione Arno Kompatscher durante il suo intervento – la nostra Regione si era già impegnata nella mediazione penale dal 2004; oggi, con la Riforma Cartabia, questo percorso è stato formalmente istituzionalizzato e ha definito il nostro ruolo all’interno del nuovo sistema dei Centri per la Giustizia Riparativa. La giustizia riparativa è sicuramente la forma più civile per gestire le conseguenze dei reati e il vissuto che coinvolge le vittime e i responsabili degli illeciti. Credo che uno studioso come Cesare Beccaria, che ha teorizzato la funzione rieducativa della pena, si sarebbe convinto che la giustizia riparativa rappresenta il naturale passo in avanti verso un vero salto di qualità per la nostra civiltà”.

A illustrare il bilancio operativo dell’attività svolta è stata Valeria Tramonte, coordinatrice del Centro per la Giustizia Riparativa del distretto di Trento: “Dal 1° gennaio ad oggi la nostra struttura ha ricevuto circa 200 richieste di accesso ai programmi e svolto più di 250 colloqui sia con le persone offese sia con i soggetti indicati come responsabili. Ad oggi sono 70 i percorsi già conclusi, mentre più del doppio risultano attualmente in corso. Più del 50% dei casi presi in carico raggiunge un esito riparativo, un dato pienamente in linea con il trend nazionale ma sostenuto da un volume di accessi molto significativo. A breve convocheremo dei tavoli tecnico-operativi distrettuali con autorità giudiziaria, avvocatura, università e servizi territoriali per definire le migliori modalità applicative e rendere questo servizio pubblico sempre più accessibile a tutta la cittadinanza”.

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