Con la serie televisiva “The Gentlemen”, ideata per Netflix, Guy Ritchie sposta il suo sguardo sulla nobiltà britannica, riprendendo l’universo narrativo dell’omonimo film del 2019. Il risultato è un’opera d’azione dai toni cupi e grotteschi che, pur muovendosi sul terreno del puro intrattenimento, si trasforma in un’efficace satira sull’ossessione per il potere e sulla fragile facciata di moralità che la classe dominante tenta di preservare. La vicenda segue le peripezie di Eddie Horniman (interpretato da Theo James), un giovane ufficiale le dell’esercito che, alla morte improvvisa del padre, eredita inaspettatamente il titolo di Duca e l’immensa tenuta di famiglia. La scoperta che nei sotterranei della proprietà si nasconde un’imponente piantagione illegale di marijuana — gestita dall’impero criminale del boss Bobby Glass tramite la cinica e affascinante figlia Susie (interpretata da Kaya Scodelario) — mette il Duca Horniman di fronte a un bivio. Nel tentativo di districare la propria famiglia da un mondo spietato e di risanare i debiti del sconsiderato fratello maggiore Freddy, il nuovo Duca finisce per calarsi sempre più nei meccanismi della malavita. Al di là del ritmo narrativo serrato e dell’estetica patinata e impeccabile, la serie offre una riflessione stimolante sul parallelismo tra l’aristocrazia tradizionale e il crimine organizzato. Come spesso emerge nel racconto, le due realtà condividono la stessa logica di fondo: il privilegio, la salvaguardia del proprio territorio e un cinismo privo di reali scrupoli morali. La dinamica di collaborazione e perenne diffidenza tra Eddie e Susie diventa così lo specchio di una società in cui le distinzioni di classe si dissolvono di fronte all’interesse economico.
Tra personaggi eccentrici — dal guardacaccia ai vari boss locali — la serie bilancia violenza, umorismo tagliente e dialoghi brillanti. Un equilibrio che trova nuova linfa nella seconda stagione, dove il racconto amplia gli orizzonti internazionali coinvolgendo anche l’Italia. Qui Eddie, ormai del tutto integrato nel ruolo di leader criminale, deve fare i conti con le conseguenze della propria crescita di potere, confrontandosi con nuove figure spietate, tra cui spicca l’ingresso nel cast di Sergio Castellitto. Questa seconda parte alza la posta in gioco e spinge il protagonista verso scelte ancora più estreme, dimostrando come il confine tra sopravvivenza, avidità e perdita della propria bussola etica sia diventato ormai impercettibile. Pur scivolando in alcuni cliché tipici del genere, anche in questa seconda stagione “The Gentlemen” si conferma una visione godibile e ritmata, capace di offrire uno sguardo ironico ma non superficiale sulle contraddizioni e sulle fragilità del nostro tempo.