“Dietro ogni porta”, un varco per scatenare l’immaginazione

Ci sono libri che si leggono col cuore anche se non sono vere e proprie storie. Ci sono albi illustrati in cui ci si immerge e portano lontano il pensiero. Ci sono libri che racchiudono, come porte, sogni e idee. Aprirli e leggerli ci permette di lasciarci trasportare. È quello che succede con “Dietro ogni porta” (Kyo Maclear, Julie Morstad, Terre di Mezzo; età 6+).

“Una porta è fatta per essere aperta”, dice una voce fuori campo mentre una bambina fa entrare un gatto e i suoi gattini. Inizia così il lungo elenco di porte alle quali ogni giorno ci si trova davanti (o dietro): porte di casa, porte girevoli, porte automatiche, porte trasparenti, portoni pesantissimi… Porte che nascondono misteri, porte che suscitano forti emozioni. E poi, ci sono le porte di natura più metafisica o filosofica. Tante porte come varchi verso il gioco, l’immaginazione e nuove esperienze. Ogni porta può essere aperta, ma può anche essere lasciata chiusa. È chi ci sta davanti che decide se aprire o meno, regalandosi rischi ma anche possibilità.

Come si capisce dalle citazioni nelle pagine iniziali, questo libro è chiaro omaggio a “Un buco è per scavare” di Krauss e Maurice Sendak e a “A page is a door” di Remy Charlip. In dialogo con questi grandi nomi della letteratura per l’infanzia, le autrici mettono significativamente in risalto le porte come metafore di apertura e passaggio. Il testo aperto, conciso ed efficace, esplora il concetto di scelta, offrendo una serie di spunti ricchi di intuizioni e definendo “la porta” soprattutto come un varco per l’immaginazione.

Un testo che offre all’illustratrice carta bianca per scatenare la sua creatività, e lei non si tira indietro, riempiendo le pagine di ogni sorta di elementi, dal vetro alle zanzariere, dal legno alla stoffa, dalle scale grigie ai misteriosi tunnel a strisce arcobaleno. In un mix di tecniche a matita, pennarello e
acquerello, le curate immagini, alternate in bianco e nero e a colori, raffigurano personaggi di varie tonalità di pelle e diverse abilità accanto a ingressi di ogni tipo e il lettore diventa protagonista del passaggio.

La narrazione in seconda persona, infatti, conferisce al libro una piacevole atmosfera interattiva, invitando i lettori ad entrare in ogni spazio presentato dal libro e la conclusione, forse, è che una porta è semplicemente ciò che ciascuno decide di farne.

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