Sono «Formare e Ri-formare» i due concetti al centro dell’Assemblea annuale 2026 di Confesercenti del Trentino che si è svolta venerdì 23 ottobre: un momento di riflessione sull’importanza della formazione e dell’innovazione all’interno delle piccole e medie imprese del territorio, che ha visto confrontarsi la categoria con gli esponenti della politica e del mondo accademico. All’Assemblea in programma all’Itas Forum sono intervenuti come relatori il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, gli assessori provinciali Achille Spinelli e Roberto Failoni, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Trento Flavio Deflorian e i docenti dell’ateneo Erica Santini, Luigi Palopoli e Gianluca Esposito.
Nella sua relazione, il presidente Mauro Paissan ha focalizzato l’attenzione su tre punti: il commercio e i servizi di prossimità, il lavoro e la formazione. «Il commercio e i servizi di prossimità sono una parte essenziale della vita del Trentino – dichiara – Dalla loro presenza dipendono la possibilità di fare acquisti vicino a casa, la vitalità dei quartieri, l’attrattività dei centri storici, e la qualità della vita nei nostri paesi. Quando queste attività vengono meno, le conseguenze riguardano tutta la comunità». Paissan ricorda come la proposta di legge di iniziativa popolare abbia largamente superato le 50mila firme necessarie per la discussione in Parlamento, ringraziando il presidente Fugatti, il vicepresidente Spinelli, il sindaco Ianeselli e la sindaca di Rovereto Giulia Robol che hanno sostenuto personalmente l’iniziativa aderendo alla raccolta. Alla giunta provinciale il presidente rivolge un appello: «Vi chiediamo di dimostrare che il Trentino sa essere, ancora una volta, un esempio per tutto il paese – prosegue – Vi chiediamo una legge provinciale per il commercio e i servizi di prossimità. Un pacchetto coordinato e strutturato di disposizioni e iniziative, con una regia unica, risorse pluriennali adeguate e obiettivi verificabili. Una legge che usi fino in fondo gli spazi del nostro Statuto speciale e delle competenze provinciali».
Sul tema lavoro, il presidente auspica il raggiungimento a breve dell’intesa con i sindacati per il nuovo contratto integrativo del commercio, e riflette sull’urgenza di dare nuove prospettive ai giovani per trattenerli sul territorio: «Le loro ragioni sono i salari talvolta bassi, la poca meritocrazia, una burocrazia lenta e una cultura del lavoro percepita come arretrata – spiega – Eppure c’è un dato che dà speranza: per l’83 per cento di questi ragazzi, retribuzioni più alte sarebbero una ragione decisiva per tornare. Il 79 per cento chiede più merito. E chiedono anche meno burocrazia: una richiesta che conosciamo bene, perché alle imprese trentine costa circa 680 milioni di euro l’anno». Tema delicato anche quello dei Neet presenti sul territorio: «Chi parte e chi si ferma sono due facce dello stesso problema: il Trentino non può permettersi di perdere né gli uni né gli altri». Da qui la richiesta: «Ai soggetti pubblici chiediamo di alleggerire il peso fiscale sul lavoro, di rafforzare i servizi per conciliare lavoro e famiglia, di aumentare il sostegno alla natalità, di rafforzare politiche capaci di andare a cercare chi ha smesso di cercare».
Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti si è soffermato invece sul tema della sicurezza: «Riteniamo legittimi i timori espressi dagli esercenti alla luce delle recenti contestazioni – così Fugatti – Crediamo ovviamente nell’importante lavoro che le forze dell’ordine svolgeranno, guardando alle prossimi cortei annunciati. È chiaro che scendere in piazza è certamente un diritto. Allo stesso tempo è importante far capire a quella piccola parte di giovani, numericamente marginale rispetto alla totalità, che si è resa protagonista di episodi spiacevoli, che in Trentino esistono i diritti, ma anche i doveri, come quello di rispettare le regole e le leggi. Cruciale far capire l’importanza di un percorso di vita che riconosca i valori del mondo del lavoro, del sacrificio e della fatica quotidiana, principi che anche Confesercenti e le realtà economiche insegnano».
«Per questa assemblea, Confesercenti ha scelto un tema non scontato – osserva il sindaco di Trento Franco Ianeselli – Viviamo in tempi in cui l’emergenza ci spinge al “qui” e all’”ora”. Parlando di formazione, invece, parliamo di futuro. Nelle città ci sono elementi di forte continuità, penso al mercato del giovedì, ma anche le novità, come il commercio online e il suo impatto. Va dato merito al presidente Paissan, inoltre, per essere stato uno dei primi a ragionare sul tema della sicurezza a Trento. Il fatto che i nostri esercenti siano preoccupati e si sentano insicuri è un tema che non ha colore, è un’esigenza a cui servono risposte».
Nei loro interventi, i docenti universitari si sono poi soffermati sull’importanza strategica della formazione e degli investimenti sul capitale umano all’interno delle imprese. In conclusione dell’Assemblea, Paissan si è detto ottimista e soddisfatto della disponibilità raccolta da parte delle istituzioni intervenute durante l’evento.