“Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace”. È l’auspicio espresso da Leone XIV dopo l’Angelus di oggi in piazza San Pietro, riferendosi all’azione umanitaria che si è svolta in questi giorni “a favore della popolazione civile nella città di Oleshky”, in Ucraina.
Il Papa ha quindi affidato “a Maria, Regina della pace e di tutti i Santi, quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre”.
E poi un passaggio sul tema della giornata: “La santità non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo”. Papa Leone XIV ha invitato anche a “gustare la gioia di quella innumerevole famiglia di uomini e donne che, seguendo il Signore Gesù, hanno fatto della propria vita un dono a Dio e al prossimo”. Oggi si celebrano “tutti i santi: quelli che la Chiesa ha riconosciuto come tali e anche i tantissimi che non lo sono stati ma che Dio conosce”.
Commentando le Beatitudini, Leone XIV li ha descritti come “disarmati nel cuore, ma custoditi da Dio”, “costruttori di pace, chiamati per nome da Dio”. Per il Pontefice “la santità, infatti, non è riducibile a nessun calcolo”: i santi hanno generato “essenzialmente gesti e scelte d’amore, che superano i calcoli dell’avidità e la prepotenza del male che a volte sembra prevalere”. “I santi e le sante sono il segno più bello e più forte del Regno di Dio che viene”, ha sottolineato il Papa. “Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso”, ha concluso, indicando “il messaggio carico di speranza della festa di oggi”.