Ammonta a 5,95 miliardi di euro la manovra di bilancio della Provincia autonoma di Trento per il 2027, in aumento del 3,9% rispetto alle previsioni iniziali per il 2026. Si tratta di risorse destinate a far fronte alle sfide di uno scenario internazionale incerto, sostenere famiglie e imprese anche sui costi energetici e accompagnare lo sviluppo. Il bilancio di previsione 2027-29 è stato presentato nel pomeriggio di lunedì 2 novembre dal presidente Maurizio Fugatti, dal vicepresidente Achille Spinelli e dagli assessori Simone Marchiori e Giulia Zanotelli alle categorie economiche e alle parti sociali.
“In una fase internazionale complessa, è importante dare risposte alle difficoltà del presente senza perdere di vista le prospettive di sviluppo del Trentino. Per questo, attraverso questa manovra, confermiamo gli interventi a sostegno di famiglie e imprese, anche attraverso misure mirate per affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, e proseguiamo con le politiche di medio-lungo periodo delineate nel piano di prospettiva ‘Trentino 2040’. Una linea di continuità che riguarda anche il sostegno alla natalità, le misure fiscali e gli interventi per le famiglie”, ha spiegato il presidente Fugatti, sottolineando come la proposta di legge prosegue lungo le linee strategiche già tracciate e risponde alle dinamiche attuali del mercato.
In tema di infrastrutture e territorio, oltre alle opere pubbliche già finanziate, per circa 3 miliardi di euro (tra cui il Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino), si aggiungono 218 milioni sul bilancio pluriennale. Tra gli interventi della manovra figurano 44,6 milioni per l’edilizia sanitaria, 80 milioni per le Apsp e ulteriori risorse per la realizzazione dello stadio e delle altre infrastrutture previste nell’area sportiva di San Vincenzo. Per la salvaguardia del territorio sono previsti 161 milioni.
Sul fronte dei redditi, la manovra prevede inoltre il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2028-30, con risorse che a regime raggiungeranno 150 milioni di euro. Confermate anche le agevolazioni Irpef, che generano un beneficio stimato in 53,5 milioni annui per le famiglie.
Al trasporto pubblico locale sono destinati 132,4 milioni, oltre alle risorse per il servizio urbano. Al servizio sanitario provinciale sono destinati 1.699 milioni di euro; per istruzione sono previsti 864 milioni, mentre cultura e sport ricevono rispettivamente 60,5 e 31,3 milioni.
“Il giudizio sulla legge di bilancio 2027 al momento è sospeso. Attendiamo di conoscere nel dettaglio i testi per comprendere la reale portata delle misure. Ad un primo impatto, però, emergono alcune criticità sull’emergenza abitativa, sul welfare e sanità e sul rilancio del settore industriale”. A margine del confronto con la Giunta provinciale sulla prossima manovra finanziaria i segretari di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher si mantengono cauti. Su un punto, però, non lesinano critiche: i tempi strettissimi concessi alle parti sociali per elaborare osservazioni e richieste di modifica. “La giunta approverà la manovra venerdì. Lunedì conosceremo i testi nel dettaglio e avremo meno di una settimana per confrontarci ed elaborare le nostre osservazioni. Anche quest’anno, dunque, si conferma una prassi negativa che comprime il confronto a poco più di una formalità”, dicono i sindacalisti.
Le tre sigle puntano l’accento su alcuni temi in particolare. A cominciare dal rafforzamento dell’industria e dall’avvio concreto del Piano Trentino 2040. “Da quanto presentato oggi nella manovra vengono finanziati solo aspetti marginali del Piano. Non c’è un vero sostegno per gli investimenti privati in innovazione, necessario volano della crescita economica, dei salari e della competitività”.
Delusione anche sul capitolo casa. Le risorse stanziate non sono adeguate per costruire risposte efficaci di fronte all’emergenza abitativa. In particolare, non si condivide la scelta di puntare solo al sostegno delle ristrutturazioni né la decisione di tenere fuori i centri maggiori, come Trento e Rovereto. “L’emergenza casa riguarda soprattutto i grandi centri e quelli a più forte pressione turistica”.