Tra misteri e superstizione, la Strega delle Valanghe ci porta alla scoperta del lato “dark” della natura

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Ci sono storie in cui la paura e le superstizioni si scontrano con il coraggio e la voglia di scoprire la verità. È il caso di “Neve” (Andrea Fazzini, Il Castoro; età 11+), una storia misteriosa e avventurosa che ci porta in un villaggio di montagna, dove gli abitanti credono che le valanghe siano opera delle streghe.

La storia è ambientata nella seconda metà del Seicento e la protagonista è Neve, una ragazza di dodici anni, che non crede alle superstizioni che circolano nel suo paese. Quando tutti accusano la sua amica Guia di essere responsabile delle valanghe e pensano che solo il fuoco di un rogo la possa fermare, Neve decide di andare contro tutti, perché non trova giusto accettare superstizioni prive di fondamento, senza cercare una spiegazione. Così intraprende un viaggio verso la montagna, alla ricerca della leggendaria Strega delle Valanghe. La salita di Neve è lunga: deve attraversare diversi regni e fare qualcosa per ognuno degli animali che stanno a guardia. Solo così può procedere, non senza difficoltà e dolori, verso la cima. Durante il suo percorso, Neve si trova davanti a una natura antica, misteriosa e pericolosa, che mette alla prova la sua forza e il suo coraggio.

Questo romanzo di Andrea Fazzini, tra l’altro collaboratore e autore della trasmissione televisiva per bambini “L’albero azzurro”, si basa sul suo studio intorno alla figura leggendaria della Strega delle Valanghe, mutuata da processi di stregoneria realmente celebrati in diverse zone del Trentino-Alto Adige e nel Cantone Vallese e dei Grigioni in Svizzera, e sulla sua esperienza diretta, come studioso e alpinista, dell’ecosistema montano e dei suoi animali. La storia risulta nell’insieme un misto di fiaba, favola e narrazione fantasy in
cui, tra fantasia, mistero, avventura e superstizione, la montagna è molto più di un semplice luogo. Essa rappresenta la potenza della natura e le conseguenze dell’ignoranza e delle paure degli esseri umani che più o meno consapevolmente la sfidano. Lo sfondo del racconto ha anche delle chiare sfumature ecologiste che mettono in luce come gli interventi umani possono essere molto dannosi per l’ambiente naturale che non perdona errori e mancanza di conoscenza.

Nel complesso un romanzo di formazione godibile anche se a tratti didascalico e un po’ lento nelle descrizioni. Un libro per chi legge bene e ama le storie ricche di fantasia, mistero e avventura, ma anche per chi apprezza i racconti che fanno riflettere. Una storia dark, come si legge in quarta di copertina, sulla scoperta di sé, sulla responsabilità di ognuno e sullo svelamento del lato oscuro della natura.

Suggestive e intriganti le illustrazioni in bianco e nero di Alice Barberini, che rimandano alle immagini dei romanzi fantasy o delle leggende nordiche nelle quali si mescolano, in tante sfumature di grigio, elementi naturali ed elementi fantastici.

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