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Sanità, il punto nascite di Cavalese al momento resta chiuso

Per il Comitato nazionale sono necessarie una seconda sala parto e una sala operatoria sempre pronta per le emergenze. La Giunta provinciale non molla e intende contestare il parere e avviare l’iter per la realizzazione delle modifiche strutturali richieste da Roma. Sindaci di valle arrabbiati e amareggiati. I sindacati: "La priorità è la tutela della donna e del bambino"

Sanità, il punto nascite di Cavalese al momento resta chiuso

Sanità. Per il momento il punto nascite di Cavalese resta chiuso. Ma la Giunta provinciale non molla e intende contestare il parere dato dal comitato percorso nascita nazionale e avviare in tempi brevi l’iter per la realizzazione delle modifiche strutturali richieste da Roma. Il Comitato nazionale ha infatti deciso che, per riaprire il punto nascite, siano necessarie una seconda sala parto e una sala operatoria sempre pronta per le emergenze.

“Si tratta di una decisione non condivisibile – hanno evidenziato il governatore Rossi e l’assessore Zeni – una novità, che mai era emersa nel corso dei precedenti confronti. Richiederemo dunque al comitato, formalmente, di rivedere questa decisione”. Il presidente Rossi ha inoltre evidenziato che la questione verrà sottoposta al nuovo ministro della salute, non appena si sarà insediato. Nel frattempo verrà, comunque, dato mandato all’Azienda sanitaria di accelerare sull’iter dei lavori strutturali”.
Intanto da venerdì 30 marzo verrà prolungato di 4 ore il servizio di pediatria offerto alla comunità, che sarà attivo dalle 8 alle 20 e non più dalle 10 alle 18.

E questo pomeriggio alle 16 si riuniranno i sindaci della valle di Fiemme.

Sentiamo il presidente della comunità della valle di Fiemme Giovanni Zanon. (ascolta qui sotto)

“Il dibattito sui punti nascita deve avere un unico obiettivo: la tutela della donna e del bambino, per tutta la fase della gravidanza, il parto e il post nascita. Obiettivo che può essere garantito, a nostro avviso, solo se si assicurano servizi territoriali forti nell'ambito della ginecologia e della neonatalità in ogni Comunità di valle anche in assenza del punto nascite”. Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, commentando le ultime notizie al punto nascita di Cavalese.

"Gli ospedali delle valli sono e devono restare i nodi di una rete territoriale dei servizi sanitari che, oltre al futuro Not, si fonda proprio sul rafforzamento degli altri presidi ospedalieri anche in chiave di medicina del territorio. Una rete, dunque, che si completa con i servizi domiciliari e di prossimità, che per quanto riguarda il percorso nascita, si articolano in un servizio di assistenza che va dal concepimento fino alla prima infanzia".

Ascolta l'audio

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