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Val di Fassa – Dopo la bomba d’acqua di martedì 3 luglio

Moena ha rialzato la testa

E’ stato un lungo e intenso lavoro di recupero, ma i moenesi hanno raggiunto l’obiettivo: ripristinare il cuore del paese sconvolto dalla bomba d’acqua di martedì 3 luglio. In quattro giorni sono state cancellate le tracce più evidenti dell’esondazione del torrente Costalunga.

Parole chiave: Moena (112), alluvione (29), calamità (85)

In quattro giorni di lavoro cancellate le tracce lasciate dall’acqua

Moena -Piazza Sotegrava prima dei lavori di ripristino dall’alluvione. - 2018 -

Moena -Piazza Sotegrava prima dei lavori di ripristino dall’alluvione. - 2018 -

Moena -Piazza Sotegrava dopo i lavori di ripristino dall’alluvione. - 2018 -

Moena -Piazza Sotegrava dopo i lavori di ripristino dall’alluvione. - 2018 -

E’ stato un lungo e intenso lavoro di recupero, ma i moenesi hanno raggiunto l’obiettivo: ripristinare il cuore del paese sconvolto dalla bomba d’acqua di martedì 3 luglio. In quattro giorni sono state cancellate le tracce più evidenti dell’esondazione del torrente Costalunga.

I numerosi turisti, che hanno scelto la Fata delle Dolomiti come luogo di vacanza, a stento riescono ad individuare le tracce lasciate dall’acqua fangosa uscita dal torrente. L’unico segno è dato dal ponte sulla ex statale 48 delle Dolomiti tra gli alberghi Cavaletto e Deville dove transenne di fortuna hanno preso posto delle ringhiere in ferro.

La vita ha ripreso con il tradizionale ritmo estivo e la Fiorentina, in ritiro a Moena fino al 22 luglio, ha iniziato regolarmente gli allenamenti.

“Le attività commerciali hanno riaperto, gli alberghi sono quasi tutti operativi e anche il campo da calcio, dove si allena la Fiorentina, è perfetto. Moena – ha detto l’assessore Flavio Volcan - si è già rialzata ed è pronta a vivere una grande stagione estiva”.

Soddisfazione anche da parte di  Andrea Weiss, direttore dell’Apt di Fassa che personalmente ha seguito gli ultimi allestimenti al centro sportivo Carlo Benatti. Un plauso va principalmente agli oltre 600 vigili del fuoco volontari provenienti per lo più dalle valli di Fiemme e Fassa, ma anche da altre località del Trentino, impegnati a ripulire le strade, pompare l’acqua dagli scantinati e a liberare il paese dal materiale portato dalla furia delle acque. Ma un grazie va alle forze dell’ordine (in particolare agli uomini del centro alpino della Polizia di Stato), alla Croce Rossa Italiana che ha vegliato sulla incolumità di tutti e a tante persone che, per iniziativa personale, si sono messe a disposizione.

Una bella gara di solidarietà, dimostrazione che il tessuto sociale di Moena è ancora vivo e attento a valori di un tempo.

Con celerità i tecnici hanno provveduto alla conta dei danni dopo la dichiarazione dello stato di calamità da parte della Provincia. Secondo una nota diffusa le segnalazioni sono state 260 tra cui anche quelle provenienti da cinque alberghi.

La voce più consistente è data dai danni provocati dall’acqua, dai costi per il ripristino e dai mancati introiti delle strutture ricettive.

Un capitolo ancora da scrivere sarà quello della revisione del tratto urbano del rio Costalunga, ma sopratutto come superare l’ostacolo costituito dal ponte al centro del paese, la vera causa della tracimazione delle acque a seguito di una precipitazione davvero eccezionale.

Moena ha rialzato la testa
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