anno 91 - n° 38 - Sotto il legno dei barconi
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Letto per voi – Il tema della disabilità affrontato in una storia di sofferenza e speranza

Nella testa di Melody, bambina “speciale”

Melody sente, vede, capisce, ricorda. Melody è più dotata intellettualmente di quanto nessuno possa immaginare. Melody però non può esprimersi, non può parlare, non può camminare, non può mangiare, né andare in bagno da sola. Melody è affetta da tetraplegia spastica, una patologia che limita molto il corpo ma non la mente. Questa è la sua storia ed è lei stessa a raccontarcela.

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Copertina libro - Letto per voi: Sharon M. Draper, "Melody" - Feltrinelli Kids, 2016

Copertina libro - Letto per voi: Sharon M. Draper, "Melody" - Feltrinelli Kids, 2016

Sharon M. Draper, Melody - Feltrinelli Kids, 2016 – 248 p. - € 13,00 – e-book € 8,99 - Età di lettura: da 11 anni

Melody sente, Melody vede, Melody capisce, Melody ricorda. Melody è più dotata intellettualmente di quanto nessuno possa immaginare. Melody però non può esprimersi: ha quasi 11 anni e non ha mai detto una parola. Melody non può parlare, non può camminare, non può mangiare, né andare in bagno da sola. Melody è affetta da tetraplegia spastica, una patologia che limita molto il corpo ma non la mente. Solo poche persone credono in lei e nella sua intelligenza: i suoi genitori, la signora V. e Catherine. Questa è la sua storia ed è lei stessa a raccontarcela. La leggiamo in un libro dalla bellissima copertina molto eloquente: una bambina con la testa dentro una boccia di vetro piena d'acqua dove girano i pesci.

Melody (Feltrinelli) è un libro diretto e sincero. La protagonista narratrice ci descrive il suo anno scolastico di quinta elementare senza risparmiarci nulla di ciò che sente, ciò che prova, i suoi sentimenti contrastanti nei confronti dei compagni, le sue emozioni di fronte ai comportamenti degli altri che, se da una parte la compatiscono, dall'altra spesso la escludono e la ignorano. Melody può comunicare solo indicando con i pollici le parole scritte su una lavagnetta che le mettono davanti o attraverso Elvira, un computer opportunamente programmato per trasformare in voce frasi e parole che lei tocca sullo schermo. Grazie a Elvira Melody riesce a partecipare un po' di più alle lezioni inclusive a scuola e, soprattutto, alle selezioni per un gioco a quiz di cultura generale. Malgrado l'ostilità di qualche suo compagno, Melody entra nella squadra della sua scuola per le selezioni provinciali in televisione. Ma… C'è un ma. Ad un certo punto la storia prende una piega inaspettata. Inaspettata perché perfettamente reale e possibile. Una brutta piega che sancisce l'autenticità di questa storia il cui valore sarebbe stato molto ridotto da un finale sdolcinato e scontato.

Leggere Melody è come entrare nella sua mente: c'è tutto, senza censure, senza autocommiserazione. Nella sua vita non c'è nulla di straordinario, solo la quotidianità che, per persone come lei è fatta di continue aspirazioni, qualche conquista e molte delusioni. Melody non si arrende. Ed è questo a renderla grande, superiore ai suoi compagni. Il suo è un carattere speciale e la sua intelligenza la aiuta a prendere molto di ciò che le succede con ironia e positività.

Il suo è un racconto scorrevole che prende, che coinvolge, che incanta, che non permette di abbandonarlo, perché limpido e onesto, senza retorica e sentimentalismo. Un'autentica lezione di vita.

Nella testa di Melody, bambina “speciale”
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