anno 91 - n° 43 - Le "carte" dell'Autonomia
stampa

Proiezioni – IN PROIEZIONE A ROVERETO UNA STORIA ANIMATA DI GRANDE FASCINO

Ben che ascolta il mare, una fiaba anche per i grandi

Con “La canzone del mare” il regista irlandese Tomm Moore, ha meritato la candidatura all'Oscar

Percorsi: cinema
Parole chiave: Cinema (1214), ragazzi (602)

Con “La canzone del mare” il regista irlandese Tomm Moore, ha meritato la candidatura all'Oscar

graphics1

graphics1

Sulle coste del mare d'Irlanda, vive il piccolo Ben con il babbo e l'adorata madre. Una sera, la mamma scompare, lasciando a Ben una conchiglia per ascoltare la canzone del mare e un sordo rancore per la neonata sorellina che ritiene responsabile della sua misteriosa sparizione. Gli anni passano, Ben cresce, seguito come un'ombra da Saorise,  che però non parla ed è inspiegabilmente attratta dal mare. A causa di un incidente, la nonna, che ritiene il padre incapace di badare ai figli, porterà via con sèsé i due bambini. Ma Ben non ci sta: la notte di Halloween, fuggirà con la sorellina cercando di trovare la via di casa.

Sarà un viaggio avventuroso, che li porterà dentro e fuori da un mondo fantastico, abitato da misteriose creature che stanno rischiando di morire e che solo Saorise con il suo canto potrà può salvarle, perché anche lei è una di loro. Ma la piccola non può riesce a cantare senza il suo cappotto magico, che il padre ha gettato in mare per paura di perderla, come è accaduto alla madre. Ben inizia così una corsa contro il tempo per salvare la sorella e il mondo fatato, ma anche per dare finalmente pace al padre.

La Canzone del Mare è una storia animata di grande fascino, opera del regista irlandese Tomm Moore, che ha meritato la candidatura all'Oscar diventando in breve tempo un piccolo cult. Il primo impatto è visivo: le figure hanno tratti morbidi e rotondi; gli ambienti rimandano all'arte celtica, ma anche ad artisti come Klee, Mucha e Kandinsky. Ciò che colpisce è la tecnica usata, bi- e tri-dimensionale, a mano, classica ma nel contempo innovativa. Il risultato è inizialmente straniante, abituati come siamo a tutt'altri effetti, ma poi le immagini catturano l'attenzione e incantano gli occhi, mentre la storia alterna due mondi che si scoprono essere complementari, talvolta sovrapposti, l'uno visibile, l'altro invisibile, ma non per questo meno reale.

La perizia di Moore e del suo team, sta nell'aver costruito una storia fiabesca che in realtà è metafora della crescita di un bambino e il regista lo fa con delicatezza, senza nasconderne gli angoli oscuri: c'è l'amore, ma anche il dolore; ci sono la paura, la rabbia, la ribellione, ma anche il coraggio e la forza, soprattutto quella dei sentimenti. Ben si ritroverà ad esser il salvatore di due universi, quello in cui lui vive e quello mitico e leggendario che esiste da tempo immemorabile, da cui provengono la mamma e la sorella: la porta tra i due non dovrebbe mai chiudersi perché se muore l'uno, l'altro si spegne.

Per molti versi il lungometraggio ricorda Il castello errante di Howl e come quest'ultimo non sempre i rimandi e il simbolismo sono di immediata comprensione, ma si coglie ugualmente l'eco di qualcosa di conosciuto, come accade con le fiabe. La canzone del Mare è in programmazione a Rovereto, Auditorium Melotti, sabato 29 ottobre, alle 21.

Ben che ascolta il mare, una fiaba anche per i grandi
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Non sei abilitato alla visualizzaizone del commento.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento