anno 93 - n° 08 - Noi allo specchio
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L’EVENTO Al Muse la mostra-evento sul genoma umano. Un settore della ricerca molto promettente ma che apre anche interrogativi inquietanti e profondi

Il DNA ci interroga

Al Muse la mostra-evento sul genoma umano. Un settore della ricerca molto promettente ma che apre anche interrogativi inquietanti e profondi.

Percorsi: DNA - genoma umano - genomica - scienza
Parole chiave: genoma umano (5), mostra (864), Muse (575), scienza (134), etica (125), genomica (14)

La genomica ci offre straordinarie opportunità: pensiamo ad esempio alla possibilità che abbiamo di curare malattie che hanno origine genetica

Uno degli allestimenti della mostra al Museo della Scienza, che abbiamo visitato in anteprima con i curatori - 21/2/2018 - Gianni Zotta

Cellule umane impiantate in embrioni ovini per ottenere organi. La cronaca ci propone in questi giorni nuove tappe della ricerca scientifica che da una parte aprono prospettive suggestive, come la possibilità di “fabbricare” organi di ricambio per l’uomo, e dall’altra spalancano la porta su un abisso di cui ci spaventa il fondo. Non è passato un mese dall’annuncio della clonazione di due macachi che arriva l’embrione chimera uomo-pecora a suscitare interrogativi nell’uomo della strada come negli scienziati stessi. Giunge quanto mai opportuna in questo contesto la nuova mostra evento del Muse – Museo delle scienze di Trento che aprirà al pubblico il 24 febbraio (l’inaugurazione è prevista venerdì 23 alle 17.30).

“Genoma umano. Quello che ci rende unici” nasce proprio per affrontare quegli interrogativi che investono scelte e decisioni personali e sociali e sui quali oggi si focalizza un settore promettente della ricerca in campo biologico. Ma a promesse, speranze e aspettative si accompagnano incertezze sulla reale efficacia e sui potenziali rischi, facendo nascere molti dubbi di natura etica, giuridica ed economica. E’ il caso ad esempio dei test sul nostro Dna, disponibili a chiunque anche on-line e al di fuori delle strutture mediche, che promettono di portarci alla scoperta delle nostre origini e di fornirci dati – peraltro di difficile interpretazione per chi non è “addetto ai lavori” - su eventuali predisposizioni a malattie. Anche la diffusione mediatica di informazioni non affidabili, soprattutto in campo medico, non è di aiuto a un costruttivo dibattito pubblico su una materia tanto complessa che la mostra affronta con rigore scientifico, ma con la preoccupazione anche a rivolgersi ai pubblici più diversi.

Uno degli allestimenti della mostra al Museo della Scienza, che abbiamo visitato in anteprima con i curatori - 21/2/2018 - Gianni Zotta

Particolare attenzione è rivolta agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che negli allestimenti potranno trovare attività che consentiranno loro di avvicinarsi in modo semplice e creativo ai concetti di genetica ed ereditarietà o di sottoporsi a un test genetico per affidare alla scienza il loro futuro sentimentale (voi che leggete lo fareste? affidereste le scelte di cuore ad un test del DNA? Nella mostra è possibile farlo, per riflettere sul grande boom dei test genetici e per esprimere la propria opinione in merito). L’obiettivo è riflettere su cosa determina le attrazioni e il feeling tra le persone, ma più in generale, nelle sei tappe del percorso della mostra, spiccatamente interattive, compiere un viaggio dentro le nuove sfide offerte dalla genomica, per conoscere le opportunità di questa scienza in continua evoluzione, ma anche coglierne i possibili rischi in ambiti sensibili come la salute. Video e multi-proiezioni porteranno a chiedersi perché le persone sono tutte diverse, da dove provengono i talenti, perché c’è chi invecchia in modo invidiabile e chi no, come possiamo prevenire l’insorgere di malattie. E verrà spontaneo domandarsi quale peso abbia in tutto questo il Dna, quali altri fattori intervengano nella sua definizione (ad esempio, l’ambiente e lo stile di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo.

Si incontreranno, in questo percorso, le storie di alcune persone comuni, scritte dai curatori della mostra basandosi su storie vere, che testimoniano come ciascuno porti in sé predisposizioni che possono o meno manifestarsi e che comportano delle scelte: è il caso di Angela, giovane donna con grande familiarità per il tumore al seno ereditario, o di Jomo, figlio di genitori del Kenya con radici Ariaal, che scopre che la sua “iperattività”, comune a questa popolazione, può rappresentare uno svantaggio o un vantaggio a seconda dell’ambiente in cui si vive. E si accosteranno anche, grazie a un laboratorio simulato, le tecniche più innovative di manipolazione del genoma (l’editing genetico) e di riprogrammazione delle cellule e per questo foriere di ombre e di interrogativi etici, affrontando anche il tema della medicina di precisione che si propone di trovare terapie sempre più efficaci basate sui profili genomici dei pazienti e che, combinando dati genetici e clinici, rappresenta un cambio di paradigma nella ricerca e nella pratica medica.

La mostra sul genoma umano “nell’era post-genomica” resterà aperta dal 24 febbraio 2018 al 6 gennaio 2019.

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