anno 93 - n° 26 - Dono da spezzare
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Letto per voi – Un romanzo storico sugli schiavi neri in America

In fuga verso la libertà

La biografia romanzata di Harriet Tubman, pseudonimo di Amarinta Ross, la donna nera, che a 27 anni conquistò la libertà dalla schiavitù e aiutò tantissimi altri schiavi a fuggire.

Parole chiave: Libri (1844), ragazzi (605), letteratura (569), lettura (290)

Francesco D’Adamo

Oh, Harriet!

Giunti, 2018

160 p. - € 12,00

Età di lettura: da 11 anni

Francesco D’Adamo, "Oh, Harriet!" - Giunti, 2018

Francesco D’Adamo, "Oh, Harriet!" - Giunti, 2018

La storia si può imparare in tanti modi, anche piacevoli. Leggerne in un romanzo è sicuramente uno di questi. I romanzi storici possono essere di vario tipo. “Oh, Harriet!” (Giunti, 2018)è la biografia romanzata di Harriet Tubman, pseudonimo di Amarinta Ross, la donna nera, che a 27 anni conquistò la libertà dalla schiavitù e aiutò tantissimi altri schiavi a fuggire, costruendo la “Underground Railroad”, una rete di itinerari segreti e luoghi sicuri utilizzati dai neri per arrivare negli stati liberi del nord e in Canada.

La cornice narrativa creata da D’Adamo per raccontare questa storia è quella di un reportage giornalistico affidato a un giovane praticante giornalista di New York che viene inviato in Alabama nella casa di riposo dove si trova Harriet per intervistarla. Il momento storico è particolare: sono i giorni in cui affonda il Titanic e il cronista Billy Bishop è contrariato per essere stato escluso dalla cronaca del naufragio. In realtà si rende conto ben presto che la storia che la donna di colore gli sta raccontando è, anch’essa, molto importate e ha dell’incredibile. Come molte altre persone il giovane conosceva solo superficialmente la storia della schiavitù dei neri in America e della loro lotta per libertà e diritti. Non aveva mai approfondito più di tanto questi argomenti, ma adesso si rende conto della portata di ciò che sta scrivendo e fa di tutto per riuscire a far dare ai suoi pezzi l’importanza che si meritano sul giornale.

Il romanzo è formato da un’alternanza tra capitoli descrittivi e pagine di articoli scritti dal giovane Bill. In questo modo si ricostruiscono sia il contesto storico e sociale, sia le condizioni di vita di Harriet e di quella di molti altri schiavi neri; si racconta della tragedia del Titanic; si commenta l’evolversi della guerra di secessione. Il finale porta ai discorsi di Martin Luther King a Washington negli anni ‘60: importante momento per i diritti civili, non solo dei neri ma anche delle donne.

Una storia vera, come molte altre scritte da Francesco D’Adamo, dalla “Storia di Iqbal”, a “Falcone e Borsellino paladini della giustizia”, da “Dalla parte sbagliata” a “Oh, Freedom!” che racconta la storia del giovane schiavo Tommy, che fugge seguendo l’”Underground Railway”. È proprio documentandosi per questo romanzo che D’Adamo è venuto a conoscenza della storia di Harriet e l’ha conservata per farne questo nuovo bel romanzo scorrevole e intrigante, che non può non piacere a chi ama le storie vere.

In fuga verso la libertà
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