“Al canto del gallo”, una storia originale sul “buon governo”

Di solito i re e le regine di un regno vengono incoronati per lignaggio familiare o perché legittimi consorti di sovrani già al trono. Non così nel paese lontano dove si svolge la storia di Fabian Negrin Al canto del gallo (Edizioni Corsare; età 7+). In questo posto, infatti, i sovrani vengono scelti in un modo molto curioso, per non dire bizzarro, previsto da una legge scolpita sulla lastra di granito posta in mezzo alla piazza principale davanti al palazzo reale.

Alla morte del re, suo successore diventa colui che tutti i galli del paese nominano all’unanimità. In questo modo, però, è molto difficile ottenere un nome in tempi brevi e perciò, tra un re e l’altro, il regno cade sempre in una situazione catastrofica: senza nessuno al governo le luci in strada non vengono più riparate, le foglie non raccolte ostruiscono i canali di scolo e le vie si riempiono di fango e sporcizia, nessuno ritira le immondizie e topi e formiche invadono parchi e giardini, in campagna frutta e verdura non vengono raccolte e marciscono, incidenti, puzza e malattie si diffondono tra la popolazione e gli ospedali si riempiono di persone che stanno male, ma che non vengono curate perché nessuno paga gli stipendi a medici e infermieri, la gente comincia a innervosirsi e a litigare. Un disastro! Finché qualcuno pensa al modo per farsi eleggere, ma ciò non fa altro che scatenare vere e proprie guerre di fazione. Questa volta, però, alla morte del re, le cose vanno diversamente…

Il testo di questo libro ha il sapore di una fiaba popolare in cui si attaccano, con critica più o meno velata, gli aspetti sbagliati della società e i difetti e le mancanze di tante persone, ma in cui si esaltano anche l’intelligenza, l’ingegno e l’astuzia di chi, finalmente, ristabilisce ordine e pace.

La lingua usata da Negrin è alta e curata, molto piacevole e stimolante per chi la legge con attenzione apprezzandone le sfumature. Molto interessanti le scelte lessicali che giocano con i cambi di lettere, le sostituzioni e la ricerca di parole desuete o molto originali. L’accuratezza linguistica e l’originalità della trama rendono questo libro un piccolo gioiello.

Non di secondario rilievo sono le illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio che riflettono e accompagnano magistralmente lo svolgimento della narrazione. Sono immagini dal forte impatto emotivo e di grande potenza espressiva, studiate e realizzate nei dettagli per una narrazione allo stesso tempo realistica e fantasiosa dei momenti salienti della storia. Da notare le figure dei due ragazzini, metafore da interpretare, che accompagnano il lettore nel corso di tutto il libro e il colore della corona del bambino che, alla fine, sarà proclamato re. Non sveliamo, qui, come mai la scelta è caduta su di lui. Lasciamo al lettore, grande e piccolo, il piacere di scoprirlo.

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