La macchia nera della rosa

Macchia nera sulle foglie delle rose

“Le mie rose a cespuglio fino a inizio maggio erano rigogliose, poi le foglie hanno cominciato a presentare macchie gialle che si sono allargate sulla lamina fogliare e sono annerite. Dopo un paio di settimane le foglie sono cadute e le piante sono rimaste spelacchiate. è una malattia? Come intervenire?”. – Paolo (Mezzocorona)

Le rose del lettore sono state colpite dalla macchia nera o ticchiolatura, un fungo facilmente controllabile. La ticchiolatura (macchia nera) è una delle infezioni tipiche delle rose causata dal fungo Diplocarpon rosae. è favorita dalla bagnatura della vegetazione (piogge prolungate o irrigazioni sovrachioma), da umidità persistenti e dalle alte temperature estive. I sintomi sono quelli segnalati dal lettore e consistono in decolorazioni fogliari e macchie tondeggianti, dapprima isolate che poi confluiscono tra loro. Il fungo responsabile trascorre l’inverno nelle foglie cadute a terra. Le piogge e il vento primaverili trasportano le spore sulla giovane vegetazione, dove germinano dando inizio alla malattia.

I sintomi della malattia compaiono generalmente da fine aprile a settembre e le zone colpite sono visibili inizialmente solo sulla pagina superiore delle foglie e solo successivamente su quella inferiore. Se l’infezione è forte le piante vanno incontro alla completa defogliazione lasciando spesso i fiori intatti, ma gli attacchi prolungati indeboliscono le piante e riducono le fioriture. Il fungo compie più cicli annuali, per cui è importante bloccare le prime infezioni o, meglio, prevenirle. La prevenzione si basa sulla raccolta delle foglie cadute a terra in autunno in modo da abbassare fortemente la carica di inoculo.

In autunno e alla ripresa vegetativa invece bisogna effettuare trattamenti con prodotti a base di rame (ossicloruro, idrossido di rame, poltiglia bordolese). Trattare prima di eventuali piogge e comunque mantenere sempre la vegetazione protetta. In alternativa, a chi ama la difesa biologica, si consiglia di usare bicarbonato di sodio o carbonato di potassio. Questi prodotti (30 grammi per 10 litri di acqua) agiscono creando condizioni di umidità e Ph sfavorevoli alla vita dei funghi. Hanno per contro poca persistenza.

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