“Scoop”, su Netflix un’inchiesta in stile BBC

Un’inquadratura di “Scoop” disponibile su Netflix

Sulla piattaforma Netflix è arrivato dal 5 aprile il film “Scoop” diretto da Philip Martin, con Gillian Anderson, esempio di giornalismo di inchiesta targato BBC. Sulle prime ricorda molto il riuscito e incalzante film di Ron Howard “Frost/Nixon. Il duello” (2008), la ricostruzione del ciclo di interviste che il giornalista britannico David Frost realizzò con l’ex presidente USA Richard Nixon nel 1977, spingendolo a confermare pubblicamente i propri errori. Protagonisti Michael Sheen e Frank Langella, mentre a firmare il copione la magnifica penna di Peter Morgan, poi creatore di “The Crown”.

A distanza di quindici anni “Scoop” ripropone la nota intervista della BBC, nel programma “Newsnight”, con il principe Andrea nel novembre 2019, sulla scia delle sconvolgenti rivelazioni legate al caso Jeffrey Epstein.

La storia. Nell’autunno 2019, a pochi mesi dalla morte per suicidio di Jeffrey Epstein, coinvolto in uno scandalo di abusi e prostituzione con minori, l’autrice-produttrice BBC Sam McAlister prova a convincere l’ufficio del principe Andrea, la segretaria Amanda Thirsk, affinché rilasci in un’intervista la sua verità sulle accuse ricevute. Dopo esitazioni e riflessioni il principe Andrea accetta di incontrare la giornalista Emily Maitlis. Il risultato è inaspettato… La regia del film “Scoop” è di Philip Martin – tra i suoi lavori alcuni episodi di “The Crown” –, mentre il copione è firmato da Peter Moffat (sua è la serie “Your Honor”) e Geoff Bussetil. Protagonista un cast britannico di primo piano: Gillian Anderson (Emily Maitlis), Rufus Sewell (principe Andrea), Billie Piper (Sam McAlister), Keeley Hawes (Amanda Thirsk) e Romola Garai (Esme Wren).

“Scoop” rientra nel genere giornalistico-investigativo, nel film inchiesta dal ritmo incalzante e dalla costruzione narrativa serrata, procedurale, tesa ad arrivare al momento climax rappresentato dal faccia a faccia, dallo svelamento della verità. L’andamento narrativo è decisamente buono, seguendo in particolare l’intuito professionale dell’autrice di “Newsnight” che occupa le retrovie del programma, quella vista come la più “stravagante”.

A ben vedere il film mette a tema non solo il giornalismo, ma anche uno sguardo e un riscatto tutto al femminile (data anche la questione). Qui le protagoniste sono donne, che smascherano un molestatore e si impongono in un ambiente professionale ancora machista, fortemente discriminatorio: la giornalista Maitlis, che la Anderson sagoma a perfezione, l’outsider McAlister, ovvero la brava Billie Piper, e la producer Wren, una sempre ottima Romola Garai.

“Scoop” ha una struttura narrativa chiara, persino prevedibile, ma assolutamente efficace, ben sostenuta da una messa in scena accurata in chiaro “British style” e con musiche di Anne Nikitin e Hannah Peel che corrono puntuali lungo il binario del racconto.

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