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Nella Settimana dell’Accoglienza, il punto sui giocatori dipendenti

Azzardo, fra i ragazzi allarme online

Proibito abbassare la guardia nel contrasto al gioco d’azzardo. Lo ribadiscono gli “addetti ai lavori” in occasione della Settimana dell’accoglienza, con la voce autorevole di don Armando Zappolini, presidente nazionale del CNCA e di Matteo Iori, presidente del Conagga e referente della campagna “mettiamoci in gioco”.

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Nonostante alcuni interventi legislativi, crescono le ludopatie, anche fra gli adolescenti

Proibito abbassare la guardia nel contrasto al gioco d’azzardo. Lo ribadiscono gli “addetti ai lavori” in occasione della Settimana dell’accoglienza, con la voce autorevole di don Armando Zappolini, presidente nazionale del CNCA e di Matteo Iori, presidente del Conagga e referente della campagna “mettiamoci in gioco”: “Dobbiamo insistere – hanno raccomandato nell’incontro tenutosi giovedì scorso alla Fondazione Demarchi – nel combattere l’illusoria promessa dei sempre più accattivanti “gratta e vinci” e attuare una prevenzione che incida su tutto il contesto familiare e comunitario, non solo sulle persone fragili.

Sono circa un milione in Italia i giocatori patologici o ad alto rischio, la punta malata di un iceberg che ingloba complessivamente 90 miliardi di euro; a tanto ammonta il fatturato proveniente da lotterie, slot machines, vlt, scommesse. Crescono parallelamente anche i costi sociali e quelli sanitari; in quest’ambito è arrivato l’atteso riconoscimento delle patologie da azzardo da iscrivere nel registro dei LEA, i livelli essenziali di assistenza.

In Trentino, i dati forniti dagli esperti dell’AMA (Auto Mutuo Aiuto onlus) d’intesa con CNCA, Forum delle Associazioni Familiari e Alleanza contro il gioco patologico parlano ad esempio di 214 milioni di euro spesi nel 2017 nel solo Comune di Trento (una cifra superiore allo stesso bilancio dell’amministrazione comunale) che significano almeno 40 milioni di perdite complessive per i giocatori: un vero e proprio salasso sociale, che va a colpire spesso ceti medio bassi. Micidiali appaiono le moderne VLT, macchinette collegate on line che hanno soppiantato le tradizionali slot: accettando anche banconote, promettono vincite maggiori.

Non vanno dimenticati anche i vantaggi che lo Stato – in questo caso “biscazziere” – ricava dall’aumento delle giocate totali in virtù della cosiddetta “Tassa sulla fortuna” varata nel 2014. E’ del marzo scorso invece il provvedimento che inibisce la pubblicità nelle scommesse: la sua attuazione ha già subito delle proroghe che hanno consentite di “trovare l’inganno” dopo aver “fatto la legge” (sono state modificate le denominazioni di alcuni giochi per aggirare il decreto) soprattutto per gli interessi legati alle partite in tv. “Stiamo vigilando perché l’obiettivo di questa normativa sia raggiunto - spiega don Zappolini – ed anche i giornalisti delle tv condizionate dagli inserzionisti scommettitori possano ritrovare voce libera”.

Emergente è il fenomeno scommesse fra gli adolescenti: una recente ricerca coglie un 40 per cento di ragazzi under 17 che ha già giocato d’azzardo almeno una volta (38% fra gli under 15); talvolta sono gli adulti che insegnano l’insulso “gratta e vinci” senza avvertire l’iniziazione al meccanismo del gaming. Al resto pensano le sempre più sofisticate forme di gioco on line dove l’invito a scommettere si fa sempre più subdolo. La mobilitazione, avviata in Trentino nel 2012 e tradottasi anche in una normativa provinciale che nei mesi scorsi è stata in parte rimessa in discussione, punta a lavorare a monte del fenomeno. A valle si trovano le attività di auto mutuo aiuto, sottolineate da Miriam Vanzetta, per un’uscita da questo tunnel attraverso gruppi di sostegno reciproco che talvolta riescono anche a trasformarsi in convincenti testimoni: chi gioca d’azzardo, avvelena anche te…

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