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A Moena si riparte dall'appello lanciato 10 anni fa: previsioni rispettate, anzi superate in negativo. Bassetti della Sat: "La politica ma anche le abitudini dei singoli non possono più ignorare la questione"

Da oggi a domenica in Piazza Cesare Battisti a Trento, una tre giorni di incontri e dibattiti. Brandalise: "Abbiamo invitato ospiti che potessero offrire una visione diversa, non scontata, dei temi proposti."

Domani, sabato 23 settembre, tradizionale inizio dell’anno pastorale per la Chiesa trentina. L’appuntamento è all’Auditorium S. Chiara di Trento dalle 8.45 alle 12.30. Diretta su Radio Trentino inBlu

Promossa raccolta fondi per aiutare le persone colpite dal sisma. Madella e Maran: "Non sono state compromesse le coltivazioni di caffè, ma servono 50mila euro per far fronte all'emergenza casa". In Messico è attiva la cooperativa di commercio equo Uciri, che raggruppa circa 500 cafficoltori

I diversi attori territoriali della cordata trentina hanno definito assieme alla Provincia la loro partecipazione all'operazione: interverranno nell'operazione con 53milioni di euro. Verrà poi sviluppato il progetto di riqualificazione e rilancio del territorio sciistico. Rossi: "L'obiettivo è creare la società impiantistica più grande d'Italia e tra le più grandi d'Europa”

LE OPINIONI

“Terra promessa” non è “Terra conquistata”. “Terra promessa” evoca la precarietà del camminare. “Terra conquistata” richiama la conservazione di un trofeo. “Terra promessa” genera desiderio e apertura al futuro.

L’opinione pubblica che non si fa coinvolgere nelle faziosità politiche si interroga su cosa stia succedendo nel delicato equilibrio tra le istituzioni. Il panorama è inquietante.

A leggere il comunicato stampa del Gruppo Itas con le dimissioni del presidente Giovanni Di Benedetto si coglie fin dal titolo la volontà di “aprire una nuova fase nella storia della Mutua”. Benissimo. Ma nessun cenno alle vicende della primavera scorsa...

Scrivo per chiederti un tuo parere a riguardo delle celebrazione liturgiche: in tante occasioni, anche su invito del prete, si termina con degli applausi da parte dei fedeli. Salvo certi casi, mi sembra una consuetudine eccessiva, abusata.

C’è un sentimento molto comune, che spesso ci deprime e ci toglie la serenità, si tratta dell’invidia. Siamo invidiosi di chi vediamo realizzato sul posto di lavoro, contento della propria famiglia e con una salute di ferro. Non sopportiamo poi chi economicamente sta meglio di noi e, di conseguenza, ha un tenore di vita superiore al nostro. Talora, questo malessere ci porta a essere insofferenti anche nei riguardi di Dio.

Si può usurpare a Dio la sua ira e farla diventare il proprio Dio? Diventare il pedagogo di Dio perché non mantiene l'ira?

  • Vindimian