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Attacco ai media

E’ in atto un attacco all’informazione e alla democrazia - che sulla stampa libera si regge -, che ha provocato una levata di scudi di tutta la categoria. "Quando i potenti di turno attaccano i giornali che li criticano, è sempre un segnale inquietante per la democrazia".

Parole chiave: editoria (143), mass media (192), stampa (109), giornalismo (169), Luigi Di Maio (2), governo (301)

L'attacco del vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ai giornalisti del quotidiano la Repubblica e dell’Espresso (del Gruppo Gedi, non del Gruppo Espresso come erroneamente affermato da Di Maio) segue, in ordine di tempo, le minacce di abrogare l’Ordine dei Giornalisti, di tagliare i contributi all’editoria (che in verità sostengono le cooperative editoriali e le pubblicazioni no-profit, non la stampa mainstream), di togliere ai giornali la pubblicità delle aziende partecipate. Tasselli di un attacco all’informazione e alla democrazia - che sulla stampa libera si regge -, che hanno provocato una levata di scudi di tutta la categoria. Il sindacato dei giornalisti italiani Fnsi, l’Ordine nazionale dei Giornalisti e i presidenti e vicepresidenti degli Ordini regionali, il sindacato Rai Usigrai, numerosi comitati di redazione hanno reagito richiamando le recenti parole del Presidente Mattarella: “L'incondizionata libertà di stampa non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo”. “Non abbiamo paura, continueremo a raccontare la verità”, ha risposto in un editoriale il direttore di Repubblica Mario Calabresi, vigliaccamente apostrofato in un post sul Blog delle Stelle “CALABBRESI QUANDO SCRIVE IL FALSO CHIUDA LA FINESTRA PERCHE NON SI SA MAI” (con un richiamo alla vicenda del padre Luigi, accusato da una parte della sinistra italiana dell’omicidio dell’anarchico Giuseppe Pinelli, caduto da una finestra della questura di Milano il 15 dicembre 1969; Luigi Calabresi fu poi assassinato da esponenti di Lotta Continua in un attentato nel 1972).

"Quando i potenti di turno attaccano i giornali che li criticano, è sempre un segnale inquietante per la democrazia", ha scritto il Sir, l'agenzia della Cei. "La libertà di stampa non è un optional della democrazia. E’ uno dei suoi fondamenti". Per concludere: “Occorre tenere gli occhi aperti anche in casa nostra e non assuefarsi agli attacchi alla libertà di stampa”.

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