Un Don Pasquale d’oggi

SOMMARIO: Produzione e protagonisti trentini nella nuova offerta lirica del Santa Chiara, affidata a Maurizio Nichetti

Sarà un mix tra tradizione ed innovazione, un dialogo tra linguaggi di epoche diverse. Una sfida di convivenza: la tecnologia a supporto di uno stile e di un’opera di fine Ottocento. Una nuova produzione lirica del Centro Servizi Culturali S. Chiara sta per prendere forma e un allestimento “trentino” del Don Pasquale di Gaetano Donizetti sarà in scena al Teatro Sociale il 10 e il 12 ottobre. Il Don Pasquale è un grande classico del genere “Opera buffa”, nato in contrapposizione all’opera seria con l’intenzione di trasformarla in un genere in cui la gente potesse immedesimarsi. Rappresentazione dunque di problemi e situazioni comuni, non alla nobiltà, ma alla fascia più popolare. Don Pasquale è la storia di uno scherzo, una presa in giro. Ma è anche la storia di un amore giovane, contrastato e destinato a trionfare. Scritto sì nel 1843 ma ancora pienamente attuale e capace di divertire. Né è convinto Maurizio Nichetti, chiamato a firmare questo allestimento: «Sì, credo proprio che nel 2014 si possa ancora sorridere delle disavventure di un “vecchio celibatario” raggirato da una “giovane vedova” decisa a difendere con ogni mezzo il suo unico e giovane amore». La scenografia è la parte più innovativa: «Quando il Centro Santa Chiara mi ha proposto di farne un allestimento arricchito da proiezioni cinematografiche – confessa il regista, non nuovo in verità a mettere in dialogo due linguaggi diversi – mi sono preoccupato non poco. Le immagini filmate possono risultare anche molto estranee alla magia di una rappresentazione teatrale. Con la scenografa, Mariapia Angelini, abbiamo cominciato a studiare i vari luoghi reali o immaginari dell’azione. Siamo entrati nella testa frastornata del vecchio protagonista per raccontare i suoi incubi, i suoi timori, cercando però di non dimenticare l’euforia di quel “Foco insolito”, efficace elisir di giovinezza, che può colpire ad ogni età. Una scenografia recitante che partecipa attivamente nei vari momenti della storia, la commenta, la completa, rimanendo però sempre, discretamente, sullo sfondo, al riparo di arie e note immortali che non si possono disturbare».

Nel golfo mistico sarà l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Marco Berdondini ed accanto ai solisti sarà in scena il Coro Lirico Regionale diretto da Luigi Azzolini. La Compagnia di canto vedrà impegnati giovani interpreti di grande spessore artistico: Simone del Savio sarà Don Pasquale e nel ruolo di Norina sarà impegnata Serena Gamberoni, promettente soprano di Rovereto. Francisco Brito darà voce ad Ernesto, Giulio Boschetti sarà il dottor Malatesta e Marco Petrolli il notaio. Al loro fianco i mimi Klaus Saccardo e Andrea Deanesi.

Il direttore Berdondini ricorda, osservando lo spartito dell’opera, cita Donizetti: «”Quando ho nella testa musica buffa, sento un picchio molesto alla parte sinistra della fronte, quando è musica seria sento la stessa molestia dalla parte destra”. Donizetti indicava così la facilità con la quale gli scaturivano le idee sia esse di carattere tragico o buffo. Prova ne sia che per il Don Pasquale gli sono occorsi solo undici giorni per comporre le parti vocali!».

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